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Giorgia Meloni convoca vertice a Palazzo Chigi su crisi in Medio Oriente

“Massima attenzione ai connazionali e condanna degli attacchi nel Golfo”

by Fabrizio Pace
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Il Presidente del Consiglio - Giorgia Meloni

La premier Giorgia Meloni torna a intervenire sulla crisi in Medio Oriente, sottolineando la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area e di rafforzare il coordinamento con alleati europei e partner regionali. In una dichiarazione diffusa al termine di una riunione a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio ha ribadito il ruolo dell’Italia come attore impegnato per la stabilità dell’area e per la tutela dei diritti civili, con un richiamo esplicito anche alla situazione interna iraniana.

 

Giorgia Meloni ha spiegato di seguire “da vicino gli sviluppi in Medio Oriente” e di aver presieduto in serata una nuova riunione a Palazzo Chigi dedicata all’aggiornamento sulla situazione. Al tavolo erano presenti il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano e i vertici dell’Intelligence.

In collegamento telefonico hanno partecipato anche il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a conferma del coinvolgimento dell’intero arco della compagine di governo sulle questioni di sicurezza.

Nel corso dell’incontro è stata effettuata una valutazione aggiornata dei rischi per i connazionali presenti nella regione. La premier ha ricordato che la situazione viene monitorata “fin da questa mattina” in modo costante dall’Unità di Crisi della Farnesina, che sta assicurando assistenza ai cittadini italiani in Medio Oriente. Su questo punto, è stato lo stesso ministro Antonio Tajani a riferire sull’andamento delle operazioni di monitoraggio e supporto consolare.

Giorgia Meloni ha inoltre fatto sapere di aver avuto, nel corso del pomeriggio, numerosi contatti telefonici con i principali partner europei e con i leader del Golfo. Tra questi, il cancelliere tedesco Merz e il primo ministro britannico Starmer, con cui la premier ha condiviso valutazioni e preoccupazioni sul quadro regionale e sulle possibili evoluzioni della crisi. La fitta rete di contatti ha coinvolto anche il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita, tutti paesi colpiti dalle ritorsioni di Pasdarn.

guerra in Iran USA- Israele

foto di GNS

Il Presidente del Consiglio ha precisato di essere in contatto anche con il Sultano dell’Oman e con il Re di Giordania, due attori considerati centrali negli equilibri diplomatici dell’area. Nelle prossime ore sono previsti ulteriori momenti di confronto in sede multilaterale: Giorgia Meloni ha annunciato nuove consultazioni a livello di ministri degli Esteri sia nel quadro del G7 sia nell’ambito dell’Unione Europea, con l’obiettivo di costruire risposte coordinate alla crisi in corso.

Nel colloquio con i leader dei Paesi del Golfo, la premier ha espresso la vicinanza del governo italiano e la condanna degli “ingiustificabili attacchi” subiti dalle loro Nazioni. Una formula che conferma la linea di condanna degli episodi di violenza e destabilizzazione nella regione, con l’obiettivo dichiarato di contribuire a un contenimento dell’escalation. Meloni ha ribadito che l’Italia, “come già in passato”, continuerà a lavorare insieme ai partner europei, regionali e internazionali per “una soluzione a favore della stabilità della Regione”.

La posizione dell’esecutivo si inserisce così in un quadro di continuità con la tradizionale politica estera italiana nell’area mediterranea e mediorientale, che combina sostegno alle iniziative diplomatiche multilaterali, attenzione alla sicurezza energetica e impegno nel contrasto al terrorismo e alle tensioni militari. L’accento sulla cooperazione con l’Unione Europea e con il G7 richiama la volontà di agire in stretto coordinamento con gli alleati, evitando iniziative isolate e puntando a una risposta condivisa.

Un passaggio significativo della dichiarazione della premier italiana è dedicato alla popolazione civile iraniana.  La leader di Fratelli d’Italia ha ricordato che nelle scorse settimane molti cittadini iraniani hanno manifestato, “con coraggio”, per il rispetto dei propri diritti civili e politici, subendo – secondo le sue parole – una “repressione violenta e ingiustificabile”. Il governo italiano ha “rinnovato la sua vicinanza” a queste persone, inserendo il tema dei diritti umani nel quadro più ampio della crisi regionale.

Questo riferimento conferma la volontà dell’esecutivo di tenere insieme due piani: da un lato la gestione dell’emergenza di sicurezza, con particolare attenzione alla tutela dei connazionali; dall’altro la dimensione politica e valoriale, che guarda alle aspirazioni di libertà e partecipazione democratica espresse dalla società civile iraniana. In questo senso, Roma si propone di continuare a dialogare con partner europei e regionali per coniugare stabilità, sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali.

Un’attenzione particolare è anche dedicata a possibili obiettivi sensibili interni al nostro Paese, per il timore di eventuali azioni terroristiche da parte dei miliziani islamisti seppure l’Italia non ha preso parte in nessun modo all’attacco in Iran. Il livello di attenzione in queste determinate aree è stato innalzato dal Governo italiano per garantire ulteriore sicurezza.

Fabrizio Pace

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