La televisione di Stato iraniana IRIB ha confermato la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema della Repubblica Islamica, colpito dai raid aerei congiunti di Stati Uniti e Israele sulla capitale Teheran.
L’annuncio arriva dopo le parole del presidente americano Donald Trump su Truth Social, che ha definito Khamenei “una delle persone più malvagie della storia” e ha rivelato l’eliminazione del leader. Iniziali smentite sono state superate da fonti di sicurezza israeliane che parlavano di un corpo recuperato dalle macerie.

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L’Iran ha proclamato 40 giorni di lutto nazionale seguiti da 7 giorni di festività per Khamenei, al potere dal 1989 e morto a 86 anni.
Un presentatore di IRIB ha dichiarato che “la sua missione sarà portata avanti con maggiore vigore”, mentre i Guardiani della Rivoluzione hanno promesso una “punizione severa” contro i responsabili.
Tra le vittime anche il capo dei Pasdaran Mohammad Pakpour, insediato a giugno durante il conflitto, e Ali Shamkhani, consigliere di Khamenei e capo del Consiglio nazionale di Difesa, entrambi definiti “martiri” dall’agenzia Mizan.
I media iraniani, tra cui Fars, hanno riportato la morte della figlia, del genero e della nipote di Khamenei, confermata da fonti familiari. Complessivamente, i raid avrebbero eliminato circa 40 alti funzionari, inclusi generali come il capo di stato maggiore Abdolrahim Moussavi. Israele ha rivendicato nuovi attacchi su basi missilistiche e difese antiaeree a Teheran.
Donald Trump, intervistato da Axios, ha previsto che “all’Iran serviranno anni per riprendersi”, lasciando aperta la durata delle operazioni militari che potrebbero concludersi in pochi giorni o protrarsi.
Gli Stati Uniti puntano a indebolire l’intera leadership iraniana, creando condizioni per un possibile cambio di regime, secondo fonti israeliane. La situazione resta fluida, con tensioni alte in Medio Oriente.
Ant Ier