Nuovi attacchi in Medio Oriente alimentano la tensione internazionale. A Dubai un drone ha colpito il consolato degli Stati Uniti, provocando un vasto incendio che ha richiesto l’intervento immediato delle autorità locali. Secondo fonti mediatiche del Golfo, gli Emirati Arabi Uniti starebbero valutando una risposta militare mirata contro infrastrutture missilistiche iraniane.
Parallelamente, in Iran è stato distrutto l’edificio dell’Assemblea degli Esperti a Qom, dove era in corso la votazione per individuare il possibile successore della Guida Suprema Ali Khamenei. I media locali riferiscono che la struttura sarebbe stata evacuata poco prima dell’attacco, evitando vittime.
L’episodio si inserisce nel quarto giorno di un’escalation che vede Stati Uniti e Israele contrapposti all’Iran, con ripercussioni immediate anche sul fronte umanitario. Le Nazioni Unite hanno chiesto un’indagine indipendente sul raid che ha colpito una scuola femminile a Minab, definito “orribile” dal portavoce del Palazzo di Vetro.
Il presidente americano Donald Trump, intervenendo sulla piattaforma Truth, ha dichiarato che “Teheran ora vuole parlare, ma è troppo tardi”, aggiungendo che Washington è pronta a scortare le petroliere nello Stretto di Hormuz “se necessario”.
La crisi ha avuto effetti immediati anche sui mercati: le Borse europee hanno registrato un crollo complessivo di 565 miliardi di capitalizzazione. Sul piano militare, Francia e Regno Unito hanno annunciato l’invio di navi e velivoli nel Mediterraneo orientale per rafforzare la presenza NATO nell’area.
Intanto è atterrato a Malpensa il volo proveniente da Abu Dhabi con a bordo 200 studenti italiani, rimpatriati in via precauzionale a causa dell’instabilità crescente nella regione.