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Carburanti, rincari lampo: Assoutenti porta i listini all’Antitrust

L’associazione denuncia aumenti simultanei fino a 10 centesimi al giorno: “Possibile cartello, serve un’indagine immediata”

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benzina, carburante

Il prezzo dei carburanti torna a far tremare automobilisti e imprese. Negli ultimi giorni i listini di benzina e gasolio hanno registrato aumenti repentini e simultanei, con rincari che in alcuni casi hanno raggiunto i 10 centesimi al litro nell’arco di 24 ore. Una dinamica anomala che ha spinto Assoutenti a presentare un esposto all’Antitrust per verificare l’eventuale presenza di pratiche scorrette o di un cartello tra compagnie petrolifere.

Secondo il monitoraggio di Staffetta Quotidiana, tutti i principali marchi avrebbero ritoccato i prezzi verso l’alto in modo parallelo, un comportamento che desta sospetti soprattutto alla luce del costo del greggio. Come ricorda il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, il petrolio acquistato nei mesi scorsi aveva prezzi sensibilmente inferiori rispetto agli attuali, e non esiste una relazione diretta e immediata tra oscillazioni del Brent e prezzo alla pompa.

 

Il confronto storico rafforza i dubbi: nell’ottobre 2012, con un Brent a 112 dollari al barile, la benzina costava 1,83 euro al litro, una cifra molto vicina a quella odierna nonostante il taglio delle accise introdotto a gennaio. “La speculazione non è un rischio, ma un dato oggettivo”, denuncia Melluso.

L’aumento dei carburanti rischia inoltre di generare un effetto domino sui prezzi al dettaglio. In Italia l’80% delle merci viaggia su gomma, e ogni rialzo del carburante si traduce in costi aggiuntivi per la logistica, con inevitabili ripercussioni sui consumatori.

Assoutenti chiede all’Antitrust di aprire un’indagine approfondita sull’andamento dei listini degli ultimi giorni, per verificare se esistano comportamenti coordinati tra le compagnie o violazioni delle norme sulla concorrenza. Una richiesta che arriva in un momento di forte tensione economica, in cui ogni aumento rischia di pesare sulle famiglie già provate dall’inflazione.

LL

 

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