Il tentativo di rimbalzo avviato ieri dai mercati europei si estende su scala globale, coinvolgendo per la prima volta dall’inizio del conflitto in Iran anche le piazze asiatiche. Tuttavia, come riportato da Ansa, la tenuta del Vecchio Continente rimane incerta, condizionata dal perdurare delle tensioni in Medio Oriente e dalla volatilità dei mercati energetici.
Mentre Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1,9%, seguita da Shanghai (+0,6%) e Hong Kong (+0,3%), i future sugli indici Euro Stoxx 50 e Euro Stoxx 600 segnalano una fase di stallo, con flessioni rispettive dello 0,5% e dello 0,2%.
In questo contesto, Piazza Affari ha inaugurato la seduta in territorio negativo: l’indice FTSE MIB registra una contrazione dello 0,24%, attestandosi a quota 45.226 punti.
Il listino milanese è frenato da pesanti vendite che colpiscono trasversalmente diversi comparti. In forte sofferenza Nexi e Amplifon, che cedono oltre il 10% nelle prime battute di scambio. Resta alta la pressione sul settore bancario: Monte dei Paschi di Siena arretra del 2,29%, seguita dai principali istituti nazionali come Intesa Sanpaolo (-1,6%) e Unicredit (-1,5%).
In controtendenza si distingue Campari, che mette a segno un rialzo dell’8% guidando la ristretta rosa dei titoli in territorio positivo. Buone performance anche per STMicroelectronics (+3,7%) e per il comparto energetico, dove Snam guadagna l’1% ed Eni mostra una sostanziale tenuta con un incremento dello 0,6%, beneficiando direttamente della dinamica dei prezzi del greggio.
Al. Co.