L’inasprimento del conflitto in Medioriente ha innescato una brusca impennata dell’indice Vix, comunemente definito il “termometro della paura” di Wall Street, che questa mattina ha toccato i livelli più alti dall’aprile 2025, come comunicato dall’agenzia Ansa.
Il picco registrato richiama la volatilità osservata l’anno precedente, quando l’indicatore aveva segnato massimi ancora più elevati in risposta all’annuncio delle politiche daziarie del presidente statunitense Donald Trump.
L’indice si è spinto oltre la soglia critica di quota 35, attestandosi su valori che non si riscontravano dal periodo del cosiddetto “Liberation Day”. Nelle ore successive, la pressione speculativa si è parzialmente attenuata, portando il Vix a ripiegare verso quota 31,5.
Nonostante la correzione intraday, l’indicatore mantiene un rialzo del 6,7%, segnale inequivocabile di una persistente incertezza tra gli investitori.
Al. Co.