La crisi in Medio Oriente spinge anche l’Australia a rafforzare la propria presenza militare nella regione del Golfo, in risposta alle crescenti minacce legate al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Il governo di Canberra ha annunciato il dispiegamento di un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto dell’Australian Defence Force, accogliendo una richiesta formale del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed.
Il premier Anthony Albanese ha spiegato che la missione ha una finalità strettamente difensiva ed è motivata dalla necessità di proteggere i circa 24.000 cittadini australiani che vivono negli Emirati e in altri Paesi del Golfo, finiti nel raggio d’azione dei missili iraniani che hanno già colpito aree di Dubai. L’aereo E-7 Wedgetail garantirà capacità di ricognizione a lungo raggio, mentre i missili aria-aria serviranno a rafforzare lo scudo difensivo dello spazio aereo regionale.
Albanese ha escluso il coinvolgimento dell’Australia in operazioni offensive dirette contro l’Iran e l’invio di truppe di terra a supporto di eventuali offensive USA-Israele.
Il contributo di Canberra, ha precisato il premier, si inserisce nel quadro dell’autodifesa collettiva delle nazioni del Golfo e mira a contenere i rischi di un ulteriore allargamento del conflitto, in uno scenario già segnato da attacchi missilistici e tensioni sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
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