La guerra delle parole tra Washington e Teheran si fa ancora più dura, con Donald Trump che alza il livello delle minacce nel pieno dell’escalation militare in Medio Oriente. Il presidente statunitense ha avvertito che, se l’Iran dovesse fermare il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, la risposta americana sarebbe “venti volte più forte” rispetto ai raid lanciati finora.
In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha parlato apertamente della possibilità di colpire “obiettivi facilmente distruggibili”, tali da rendere “virtualmente impossibile” per l’Iran rialzarsi come nazione, evocando scenari di “Morte, Fuoco e Furia” destinati ad abbattersi sul regime. Un monito che arriva mentre Teheran rivendica di avere un controllo crescente sullo Stretto, una delle arterie strategiche dell’energia mondiale.
Il presidente Usa ha definito la crisi “un regalo alla Cina e alle altre nazioni che sfruttano lo Stretto”, invitando i Paesi che dipendono dal greggio del Golfo a comprendere la portata del rischio.
Al tempo stesso, Trump ha dichiarato di “sperare e pregare” che lo scenario estremo non si concretizzi, lasciando uno spiraglio alla diplomazia, pur mantenendo una linea di massima pressione su Teheran.
Ant Ier