L’Italia dello spettacolo piange Enrica Bonaccorti, la versatile artista savonese scomparsa all’età di 76 anni. Nata il 18 novembre 1949 nella città ligure, Bonaccorti ha incantato generazioni con la sua carriera poliedrica: dal teatro al cinema, dalla radio alla televisione, passando per l’autrice di canzoni indimenticabili.
La sua parabola artistica inizia negli anni ’60 sui palcoscenici teatrali. Viene scelta dalla storica compagnia di Domenico Modugno e Paola Quattrini per “Mi è cascata una ragazza nel piatto”. Per “Mimmo”, di cui diventa musa, scrive i testi di capolavori come “Amara terra mia” e “La lontananza”, segnando un sodalizio creativo che resta nella memoria collettiva. In radio, brilla ne “L’uomo della notte” accanto al poeta Alfonso Gatto, confermando il suo talento eclettico.
Gli anni ’70 vedono Enrica Bonaccorti protagonista divisa tra televisione e grande schermo. Firma originali RAI come “La pietra di Luna”, “Nostra dea”, “Oro matto”, “Eleonora” e “L’amaro caso della baronessa di Carini”. Al cinema, regala interpretazioni memorabili in film cult: “Jus primae noctis”, “Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave” di Sergio Martino, “Beati i ricchi”, “Paolo il caldo”, “Il maschio ruspante” e “Film d’amore e d’anarchia”.
Il grande pubblico la scopre in TV nel 1978 con l’esordio RAI nel gioco a premi “Il sesso forte”, condotto in tandem con Michele Gammino. Il boom arriva negli anni ’80: “Italia sera” e “Pronto, chi gioca?” la consacrano come star. Passata a Fininvest, segna la storia con la prima edizione del varietà “Non è la Rai”, programma trasgressivo che rivoluziona il piccolo schermo.
Enrica Bonaccorti lascia un’eredità di versatilità e carisma, ponte tra epoche d’oro della TV italiana. La sua Savona natale e il mondo dello spettacolo la ricordano con affetto eterno.
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