Il mercato del petrolio rallenta la corsa dopo l’ennesima fiammata che, in nottata, aveva riportato le quotazioni sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Nelle contrattazioni del mattino il Brent per consegna a maggio si mantiene comunque in forte rialzo, ma rientra sotto quota 100, attestandosi a 97,6 dollari al barile, pari a un incremento di circa il 6% rispetto alla chiusura precedente.
Anche il greggio Wti, riferimento per il mercato americano, mostra un andamento simile: il contratto per aprile sale di oltre il 5%, intorno a 92,19 dollari al barile.
La volatilità resta elevata, in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle aspettative sulla crescita globale, fattori che continuano a condizionare domanda e offerta di energia.
Per gli operatori, il ripiegamento sotto i 100 dollari non indica un vero cambio di scenario, ma piuttosto una fase di assestamento dopo i forti movimenti delle ultime sedute.
Le prossime decisioni dei grandi produttori e le eventuali novità sul fronte dei conflitti nell’area mediorientale saranno determinanti per capire se il prezzo del greggio resterà vicino ai livelli attuali o tornerà a testare nuovi massimi.
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