In un momento di crescenti frizioni regionali, l’Iran rafforza la sua posizione strategica sullo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il flusso mondiale di petrolio. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri arrivano mentre le potenze occidentali monitorano da vicino ogni mossa di Teheran.
Il ministro iraniano Abbas Araghchi ha chiarito che lo Stretto di Hormuz resterà aperto al passaggio regolare, ma verrà chiuso alle petroliere e alle navi dei nemici di Teheran e dei loro alleati.
Questa posizione emerge in risposta a presunte provocazioni, con l’Iran pronto a difendere i propri interessi energetici. Araghchi ha precisato che le forze armate iraniane replicheranno a eventuali attacchi contro gli impianti petroliferi nazionali, mirando a strutture di aziende americane presenti nella regione.
Il funzionario ha anche sottolineato la cautela iraniana: gli Stati Uniti lancerebbero missili Himars da Paesi vicini, ma la risposta di Teheran eviterà aree abitate per minimizzare danni collaterali. Lo Stretto di Hormuz gestisce circa il 20% del petrolio mondiale, rendendo queste parole un campanello d’allarme per i mercati energetici globali.
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