La Cina torna a sollecitare una de-escalation nel conflitto che coinvolge l’Iran. Il ministro degli Esteri Wang Yi, in una telefonata con il suo omologo iraniano Abbas Araqchi, ha esortato Teheran a cogliere ogni opportunità per avviare colloqui di pace. “Dialogare è sempre meglio che combattere”, avrebbe affermato Wang, ribadendo che “tutte le questioni controverse dovrebbero essere risolte attraverso il dialogo e il negoziato, non con il ricorso alla forza”.
La risposta di Araqchi è stata improntata a una forte richiesta di sostegno politico. Il capo della diplomazia iraniana ha dichiarato che Teheran “si aspetta seriamente che gli Stati membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, in particolare Cina e Russia, impediscano agli Stati Uniti di continuare ad abusare del Consiglio”. Araqchi ha inoltre sollecitato una “posizione ferma nel condannare l’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista israeliano”.
La telefonata si inserisce in un quadro di crescente tensione regionale, con Pechino che tenta di ritagliarsi un ruolo di mediatore e Teheran che cerca un fronte diplomatico più compatto contro Washington.