L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso l’ultimo report epidemiologico sulle epatiti virali, delineando un quadro di forte criticità per quanto riguarda la diffusione dell’Epatite A nel territorio nazionale. I dati relativi al primo trimestre del 2026, riportati dall’agenzia LaPresse evidenziano un incremento sostanziale delle notifiche, con un picco registrato nel mese di marzo che conta già 160 pazienti sintomatici, cifra destinata a crescere con il consolidamento delle statistiche.
L’analisi dei vettori di contagio identifica nel consumo di frutti di mare la principale causa dell’attuale ondata epidemica. Tra gennaio e marzo 2026, sono stati documentati 262 casi riconducibili a tale esposizione, un dato allarmante se confrontato con le appena 43 segnalazioni registrate nello stesso periodo del 2024. L’ISS segnala come l’emergenza sia alimentata in particolare dai focolai attivi in tre regioni: Lazio, Puglia e Campania, con quest’ultima attualmente al centro delle attività di monitoraggio e mitigazione del rischio.
Il fenomeno non appare isolato, ma si inserisce in un trend di crescita già osservato nel corso del 2025, anno che ha chiuso con 631 notifiche totali rispetto alle 443 dell’anno precedente. Oltre al fattore alimentare, il report evidenzia un aumento delle infezioni legate alla trasmissione sessuale all’interno della comunità MSM (uomini che fanno sesso con uomini). Tale dinamica ha rappresentato il 23,1% dei casi totali nel 2025 (101 segnalazioni), mantenendo una quota rilevante dell’11,1% anche nei primi tre mesi dell’anno in corso.
L’Istituto Superiore di Sanità è attualmente impegnato nel coordinamento delle attività di risposta all’epidemia, collaborando con le autorità sanitarie locali per contenere la diffusione del virus.
Al. Co.