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“Mani Legate”: quando la verità brucia e la musica la custodisce

Il nuovo lavoro della cantautrice Tiziana Serraino

by Katia GermanòKatia Germanò
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Tiziana Serraino - Mani Legate

È online su tutte le piattaforme il videoclip ufficiale di “Mani Legate”, il nuovo lavoro della cantautrice Tiziana Serraino. Un brano che non si limita a raccontare: scava, osserva, mette a nudo ciò che spesso resta taciuto. Lo fa con una delicatezza ruvida, propria di chi conosce il peso delle ferite e non teme di nominarle.

 

Tiziana Serraino - Mani LegateFin dalle prime note, la canzone apre una crepa nel silenzio. L’atmosfera è sospesa, tesa, come se il mondo trattenesse il fiato. Le immagini – bombe come coriandoli, mani immobilizzate, un pianeta in fiamme – non sono ornamenti poetici, ma frammenti di un presente che continua a colpire.

Il videoclip, ideato da Tiziana e diretto da Gabriele Gambacorta, attraversa chiaroscuri, intimità e caos. Ogni inquadratura tenta di trattenere un’emozione prima che sfugga. Il tempo non procede: ritorna, insiste, si avvolge su se stesso come un pensiero che non vuole tacere.

La produzione artistica di Mujura – cantautore musicista e produttore da anni al fianco di Eugenio Bennato – punta all’essenzialità: pochi elementi, tutti necessari, per lasciare spazio alla voce. E la voce di Tiziana non è solo un timbro: è un racconto. Ha un vibrato trattenuto, un’emissione che arriva da un luogo di memoria e fatica. Non interpreta: testimonia. Porta la verità senza filtri.

La scelta del dialetto reggino non è folclore: è radice, carne, appartenenza. È il modo più autentico per dire ciò che fa male.

Il testo è il nucleo del brano: asciutto, affilato, capace di trasformare la realtà in poesia senza attenuarne la durezza. “La storia si ripete” pesa come una sentenza. “Bombe come coriandoli” restituisce la violenza diventata abitudine. “Mani legate” unisce il mondo esterno e quello interiore, la guerra e il tradimento, la società e la relazione.

Tiziana Serraino - Mani Legate“Mani Legate” intreccia il macrocosmo di un pianeta che cede sotto i colpi dell’indifferenza e il microcosmo di un rapporto segnato dall’inganno. Il termine “Guappo” non è un insulto: è la maschera che si incrina, la verità che arriva quando non resta più nulla da fingere.

Poi, la svolta: “Ma io c’ho il mio finale… sugnu ieu a me stessa luci.” È il momento in cui la protagonista si riprende la propria voce, la propria luce, il proprio destino. La storia può ripetersi, ma non obbliga a restare intrappolati nello stesso epilogo.

“Mani Legate” racconta un mondo che crolla e una donna che, dentro quel crollo, trova la forza di restare in piedi.

Non è un brano da ascoltare distrattamente. È una canzone che pretende attenzione, che ti ferma e ti costringe a guardare. Una canzone che cerca la verità. E la verità, qui, brucia. Ma proprio bruciando illumina. Illumina come Tiziana.

K.G.

 

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