La tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad aumentare dopo il duro affondo del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha definito “inaccettabile” il piano in 15 punti trasmesso da Washington tramite intermediari. Secondo Teheran, i negoziati non possono essere guidati da ultimatum o minacce, e la risposta ai mediatori sarebbe già stata predisposta.
Sul tavolo resta anche la delicata questione dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per i traffici energetici mondiali. Fonti citate da organi di stampa internazionali e rilanciate dai media regionali riferiscono che l’Iran non intende riaprire il passaggio in cambio di una tregua temporanea, mentre i Guardiani della Rivoluzione parlano apertamente di un “nuovo ordine” nell’area.
La proposta avanzata dal Pakistan, che prevederebbe un cessate il fuoco e una successiva intesa più ampia, è al vaglio di Teheran, ma la leadership iraniana continua a respingere l’idea di uno stop provvisorio senza una soluzione definitiva del conflitto. Nel frattempo, l’escalation militare e diplomatica alimenta preoccupazioni sui mercati internazionali e sulla sicurezza delle rotte commerciali.
PE