Il mercato del greggio torna a muoversi in territorio negativo dopo una giornata segnata da forte volatilità, alimentata dalle notizie contrastanti sui negoziati tra Stati Uniti e Iran. Le indiscrezioni su possibili progressi, alternate a smentite e nuovi stop, hanno innescato un rapido cambio di direzione nelle quotazioni internazionali.
Il Brent del Mare del Nord, benchmark globale, è scivolato sotto la soglia psicologica dei 110 dollari al barile, attestandosi a 109,6 dollari (-0,07%). Un movimento che interrompe il rimbalzo registrato nelle ore precedenti.
Andamento più irregolare per il WTI, il riferimento statunitense: dopo un’impennata iniziale vicina al +5%, il contratto ha rallentato la corsa, mantenendo comunque un incremento di circa +1,97% a 114,6 dollari.
Gli operatori continuano a monitorare con attenzione il dossier iraniano, considerato uno dei principali fattori di incertezza per l’offerta globale. Qualsiasi segnale di distensione tra Washington e Teheran potrebbe infatti tradursi in un aumento delle esportazioni iraniane e, di conseguenza, in una pressione al ribasso sui prezzi. Al contrario, un nuovo irrigidimento dei rapporti rischierebbe di riaccendere le tensioni sul mercato energetico.