Il quotidiano britannico The Times riporta una valutazione di intelligence israelo‑americana secondo cui Mojtaba Khamenei, designato nuova Guida suprema dell’Iran dopo la morte del padre Ali in un raid condotto da Stati Uniti e Israele, sarebbe in gravi condizioni e ricoverato in un ospedale a Qom, non cosciente.
La stessa fonte indica che il nuovo leader sarebbe “incapace di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”, un quadro che potrebbe spiegare la sua assenza dai consessi pubblici e l’ombra che avvolge la figura del successore di Ali Khamenei.
Secondo il rapporto ripreso dai media israeliani, Mojtaba non sarebbe mai apparso in pubblico dal momento della sua designazione e si ritiene che sia stato gravemente ferito nel raid che ha ucciso il padre, con conseguenze durature sulla sua capacità di gestire il comando politico‑militare del Paese.
Questa situazione apre scenari complessi per la successione interna in Iran, con il rischio concreto che la leadership effettiva passi a una cerchia ristretta di generali e religiosi, mentre la figura del nuovo Guida rimane puramente simbolica.
L’ipotesi di una Guida “formale” ma in realtà tagliata fuori dai centri del potere potrebbe influenzare la stessa capacità dell’Iran di gestire il confronto con Stati Uniti e Israele, così come il modo in cui Teheran risponde alle pressioni internazionali e alle crisi energetiche che riguardano lo stretto di Hormuz.
Di fronte a dati non ancora verificati in modo indipendente, analisti e servizi di sicurezza avvertono che la situazione interna all’Iran resta parzialmente opaca, con conseguenze difficili da prevedere sui futuri sviluppi del conflitto in corso. (foto di repertorio)
PE