Pochi minuti prima della scadenza dell’ultimatum lanciato all’Iran, Donald Trump ha pubblicato un messaggio in cui avverte che “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”. Il presidente americano, però, aggiunge subito dopo che “potrebbe anche accadere qualcosa di meraviglioso, chissà”, lasciando aperta una possibilità di svolta diplomatica proprio nel momento in cui la tensione con Teheran sembra toccare il picco.
Il post, pubblicato sul social Truth di Trump, interviene mentre il negoziato mediato dal Pakistan continua a cercare un accordo di compromesso, con delegazioni che lavorano dietro le quinte per evitare un’estensione dei bombardamenti e un allargamento del conflitto nel Golfo Persico.
Le parole del presidente americano, dall’impronta altamente drammatica, vengono lette come un mix di pressione psicologica sull’Iran e di segnale rivolto agli alleati europei, chiamati a sostenere l’impianto di sicurezza marittima proposto da Washington.
Allo stesso tempo, la stessa amministrazione Trump ha più volte ribadito la necessità di un coordinamento con altri Paesi e di un ruolo strutturato dell’Onu per gestire la crisi dello stretto di Hormuz, come mostrano anche le recenti risoluzioni adottate sulle azioni iraniane contro i Paesi del Golfo.
Di fronte a questo mix di toni minacciosi e aperture diplomatiche, i mercati e le capitali internazionali monitorano con attenzione ogni comunicato, in attesa di capire se il confronto tra Washington e Teheran si sposterà sul campo di battaglia o intorno a un tavolo di trattativa.
Ant Ier