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La tv di Stato iraniana inventa la “umiliante ritirata” di Trump

Fake news al potere: la tv di Stato iraniana trasforma una proroga in “umiliante ritirata”

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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Iran Bandiera

Tv Iran ha definito “umiliante ritirata” la decisione del presidente americano di prorogare di due settimane la scadenza dell’ultimatum e di sospendere, in via condizionata, i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran.

La stessa rete di Stato sottolinea che, dopo una lunga stagione di retorica anti‑iraniana, il capo della Casa Bianca avrebbe “accettato le condizioni” di Teheran per la tregua, presentando il cessate il fuoco di due settimane come una capitolazione bell’e fatta dell’Occidente di fronte alla “volontà di ferro” del regime.

 

Nella versione di Tehran, Trump non avrebbe solo smussato i toni minacciosi, ma sarebbe addirittura passato a una posizione di subordinazione, con il governo degli ayatollah che si sarebbe imposto a Washington alle proprie condizioni, in particolare sulla fine della guerra e sulla gestione di sensibili questioni di sicurezza.

La narrazione ufficiale rivolge al pubblico interno l’immagine di un’Iran forte e inespugnabile, in grado di piegare la politica estera degli Stati Uniti grazie a una combinazione di fermezza, logica di resistenza e astuzia strategica, senza che il cambio di passo di Trump nasca invece da una complessa pressione diplomatica, economica e di media internazionali.

In realtà, il testo di Trump chiarisce che il cessate il fuoco è legato alla riapertura completa e immediata dello Stretto di Hormuz, uno snodo geopolitico che gli Stati Uniti impongono come condizione non negoziabile.

La “ritirata umiliante” è quindi, sulla carta, un’uscita di scena mediatica ben studiata, con la tv di Stato iraniana che costruisce una narrazione di vittoria totale, ben distante da una lettura sobria dello scambio di condizioni tra le parti.

Questa tendenza di Teheran a trasformare ogni mediazione e ogni passo indietro dell’altro lato in una “capitolazione”, spesso priva di base oggettiva, è parte di un più ampio uso della propaganda di Stato per condizionare l’opinione pubblica interna.

L’apparato mediatico iraniano si è abituato a presentare come trionfalistici e definitivi gesti che sono in realtà tattici e reversibili, alimentando racconti che spesso sfiorano la costruzione di fake news o di narrazioni specularmente opposte a quanto accade in realtà sui tavoli diplomatici e sui mercati energetici.

Ant Ier

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