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USA-Iran, a Islamabad il primo faccia a faccia dal 1979

Negoziato complesso tra aperture e nodi irrisolti

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guerra in Iran USA- Israele

Si è aperta in Pakistan una giornata storica per la diplomazia internazionale: Stati Uniti e Iran hanno avviato a Islamabad il primo negoziato diretto di alto livello dal 1979, nel tentativo di porre fine alla guerra e stabilizzare una regione attraversata da forti tensioni.

L’avvio dei colloqui è stato preceduto da un incontro tra il vicepresidente americano J.D. Vance e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, a conferma del ruolo di mediazione svolto da Islamabad. Nel pomeriggio, le delegazioni si sono riunite per il primo faccia a faccia ufficiale, segnando un passaggio considerato storico dopo decenni di relazioni interrotte.

A guidare le delegazioni sono figure di primo piano: per Washington lo stesso Vance, mentre per Teheran il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Il clima resta però segnato da una profonda diffidenza, con l’Iran che ha chiarito fin dall’inizio di non fidarsi della controparte americana.

 

I dossier sul tavolo sono molteplici e complessi. Tra i principali ostacoli emerge la questione del Libano: Teheran insiste sulla necessità di un cessate il fuoco come precondizione per avviare pienamente i negoziati, mentre Israele respinge questa richiesta, pur avendo ridotto l’intensità delle operazioni militari contro Hezbollah. Una divergenza che rischia di compromettere il dialogo già nelle sue fasi iniziali.

Altro nodo cruciale riguarda lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale. Dall’inizio della tregua il passaggio delle navi è rimasto limitato, anche a causa della presenza di mine. Gli Stati Uniti accusano Teheran di non garantire la sicurezza della navigazione, mentre l’Iran rivendica un controllo diretto dell’area.

Sul piano nucleare, le posizioni restano distanti: Washington chiede lo stop totale all’arricchimento dell’uranio, mentre Teheran rivendica il diritto a svilupparlo per fini civili. A questo si aggiungono le richieste iraniane sul piano economico, tra cui la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei beni congelati all’estero, condizioni che gli Stati Uniti non sembrano disposti ad accettare nelle fasi iniziali.

Il primo giorno di colloqui si chiude senza risultati concreti, ma con una cauta apertura al dialogo. Tuttavia, la complessità dei nodi sul tavolo e le profonde divergenze tra le parti indicano che il percorso negoziale sarà lungo e incerto.

La tenuta della tregua e l’evoluzione delle tensioni regionali resteranno fattori decisivi per il futuro dei colloqui avviati a Islamabad.

MF

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