Un’ondata di attacchi russi ha colpito nella notte diverse città ucraine, tra cui Kiev, Odessa e Dnipro, provocando un bilancio pesante di vittime e feriti. Secondo le prime informazioni, non ancora confermate ufficialmente dalle autorità locali, i morti sarebbero almeno 14, mentre oltre un centinaio di persone risultano ferite.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato l’attacco in un messaggio pubblicato su X, descrivendo quella che definisce una delle offensive più massicce degli ultimi mesi. “Durante la notte sono stati avvistati quasi 700 droni russi. Sono stati lanciati anche missili: 19 balistici e un missile da crociera”, ha scritto il presidente, spiegando che la maggior parte dei vettori balistici era diretta verso la capitale. Le forze di difesa aerea ucraine, secondo Zelensky, sono riuscite ad abbattere 636 droni e alcuni missili, ma “non tutti”. Alcuni ordigni hanno raggiunto aree abitate, causando danni estesi a edifici residenziali e infrastrutture.
Tra le vittime confermate figura anche un ragazzo di 12 anni. Le autorità locali di Kiev, Odessa e Dnipro hanno riferito di numerosi interventi dei soccorritori per estrarre persone rimaste intrappolate sotto le macerie e per mettere in sicurezza le zone colpite. Le operazioni di ricerca e assistenza proseguono mentre si aggiorna il conteggio dei feriti, che al momento supera le cento unità.
L’attacco arriva in un momento di forte pressione militare su più fronti e conferma, secondo le autorità ucraine, la volontà di Mosca di intensificare l’uso combinato di droni e missili per colpire centri urbani e infrastrutture critiche. Le forze armate ucraine hanno ribadito la necessità di rafforzare ulteriormente i sistemi di difesa aerea, sottolineando che la capacità di intercettazione, pur elevata, non è sufficiente a neutralizzare attacchi di questa portata.