Un vasto incendio ha colpito l’impianto di Geelong, una raffineria petrolifera ancora operativa in Australia, aggravando le incertezze sulla sicurezza energetica del Paese.
Secondo quanto riportato da AlJazeera, il rogo è divampato mercoledì sera presso l’infrastruttura gestita da Viva Energy, che vanta una capacità produttiva di 120.000 barili al giorno, proprio mentre il mercato globale deve fare i conti con le gravi interruzioni delle forniture causate dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Secondo le autorità antincendio dello Stato di Victoria, le fiamme, che hanno raggiunto un’altezza di circa 60 metri, sono state innescate da una perdita massiccia di gas altamente infiammabili e idrocarburi liquidi.
Il responsabile delle operazioni di emergenza, ha confermato che la fuga di gas ha generato una colonna di fuoco visibile a chilometri di distanza. Grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, l’incendio è stato dichiarato sotto controllo intorno a mezzogiorno di giovedì, scongiurando un’ulteriore espansione del fronte del fuoco.
L’impianto di Geelong riveste un ruolo cruciale per il sistema dei trasporti australiano, garantendo circa il 10% del fabbisogno nazionale di carburante. L’incidente si inserisce in un momento di estrema vulnerabilità per l’Australia, che dipende dalle importazioni per l’80% delle proprie necessità energetiche.
Il blocco delle attività, se prolungato, potrebbe complicare i piani del governo di Canberra volti a diversificare le fonti di approvvigionamento e a mitigare l’impennata dei prezzi dell’energia scaturita dalle tensioni in Medio Oriente.
Al. Co.