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Israele‑Libano, primi contatti a Washington: gli Usa tentano di riaprire il dialogo

by MQMariateresa Quattrone
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Si intensificano i tentativi diplomatici per aprire un canale negoziale tra Israele e Libano, mentre sul fronte nord del conflitto mediorientale continua a prevalere l’incertezza. Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno ospitato a Washington un primo incontro tra i rappresentanti dei due Paesi, il primo da oltre trent’anni, sotto la mediazione del Segretario di Stato americano Marco Rubio. Secondo il Dipartimento di Stato, il colloquio – durato circa due ore – è stato definito una discussione “produttiva” sui passi necessari per avviare un percorso di dialogo diretto. Rubio ha parlato di una “occasione storica”, pur avvertendo che le questioni più delicate richiederanno tempo.

Da parte libanese, l’ambasciatrice Nada Hamadeh Moawad ha definito l’incontro “costruttivo”, ribadendo le priorità di Beirut: cessate il fuoco nel sud del Paese, rientro degli sfollati, aiuti umanitari e rispetto dell’integrità territoriale. Israele, rappresentato dall’ambasciatore Yechiel Leiter, ha invece insistito sulla necessità di “smantellare Hezbollah” e di costruire una pace duratura, sostenendo che anche il governo libanese non voglia più “essere occupato” dal movimento sciita.

Il confronto arriva mentre sul terreno proseguono i bombardamenti israeliani contro Hezbollah e le aree meridionali di Beirut, con un bilancio di vittime in aumento. Le ostilità si sono riaccese il 1° marzo, dopo l’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran del 28 febbraio, che ha spinto Hezbollah a lanciare missili verso il nord di Israele. Fonti statunitensi e libanesi confermano inoltre che la Francia, tradizionalmente coinvolta nei dossier libanesi, è stata esclusa da questo primo round di colloqui a causa delle recenti tensioni diplomatiche con Tel Aviv.

 

 

Secondo ricostruzioni della CNN rilanciate da vari media internazionali, nei giorni precedenti si sarebbe svolta una telefonata particolarmente tesa tra il presidente Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Trump avrebbe sollecitato l’avvio di colloqui diretti con Beirut, lasciando intendere che, in caso di mancuna apertura, avrebbe potuto dichiarare unilateralmente un cessate il fuoco. Nonostante le pressioni, Israele ha proseguito le operazioni militari nel Paese dei cedri.

Al momento non esiste alcuna conferma sull’avvio formale di una trattativa né su un imminente cessate il fuoco. I colloqui di Washington rappresentano un primo passo, significativo ma ancora preliminare, verso un possibile percorso negoziale. Le parti hanno concordato di tornare al tavolo nelle prossime settimane, probabilmente ancora nella capitale statunitense.

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