Nel primo trimestre del 2026, l’economia della Cina ha mostrato una resilienza superiore alle previsioni, accelerando il passo in un contesto internazionale profondamente segnato dall’instabilità. Secondo i dati ufficiali rilasciati da Pechino, e riportati dalla BBC, il Prodotto Interno Lordo (PIL) è cresciuto del 5% su base annua, superando le stime degli analisti che si attestavano su una media del 4,8%.
Il dato acquisisce particolare rilievo se contestualizzato nel quadro del conflitto scoppiato il 28 febbraio tra Stati Uniti, Israele e Iran. La crisi in Medio Oriente ha determinato severe ripercussioni sulle forniture energetiche globali, colpendo con intensità le economie asiatiche. Nonostante tali criticità, la crescita cinese è stata trainata con vigore dal comparto manifatturiero, compensando la persistente debolezza del settore immobiliare e il rallentamento degli investimenti nel comparto delle costruzioni.
L’esportazione di autoveicoli e di beni tecnologici ha rappresentato un pilastro fondamentale per la tenuta del trimestre. Kyle Chan, analista della Brookings Institution, ha evidenziato come le esportazioni abbiano costituito il principale motore della ripresa, pur avvertendo che il pieno impatto delle interruzioni commerciali legate alla guerra con l’Iran potrebbe manifestarsi in modo più marcato nei dati del prossimo trimestre.
La pubblicazione odierna rappresenta il primo indicatore ufficiale da quando il Governo ha rivisto al ribasso i propri obiettivi annuali, fissando un target di espansione compreso tra il 4,5% e il 5%. Si tratta del livello di crescita programmata più basso dal 1991, riflettendo una fase di cautela strutturale dell’economia del Dragone.
Al. Co.