Secondo il gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin, “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei”. Un principio che, oggi più che mai, si estende ben oltre il cibo, abbracciando il mondo dei distillati e dei liquori artigianali, dove identità, ricerca e sperimentazione diventano strumenti di racconto e riconoscibilità.
Negli ultimi anni, anche in Calabria, il settore dei liquori ha iniziato a vivere una trasformazione silenziosa ma significativa: accanto alle produzioni tradizionali, stanno emergendo realtà capaci di reinterpretare il concetto stesso di gusto, contaminando culture, ingredienti e visioni. In questo scenario si inserisce il progetto di due giovani imprenditrici calabresi, Kristina Alberto e Alessia Devoli, che hanno scelto di fondere frutta esotica e creatività per dare vita a qualcosa di inedito.
Un percorso che non nasce per caso, ma che affonda le radici nella ricerca continua, nelle esperienze internazionali e, soprattutto, in una precisa volontà: costruire un’identità forte, autentica e immediatamente riconoscibile. Fortunatamente, abbiamo avuto modo di approfondire la loro visione.
Il vostro progetto unisce frutta esotica e contaminazioni originali: quanto conta la ricerca e in che modo costruite un’identità riconoscibile nel mercato dei liquori artigianali?
La ricerca è fondamentale nel nostro progetto, sta proprio alla base. Senza una continua ricerca di materie prime e innovazione, questo progetto non avrebbe senso di esistere. Il nostro obiettivo è proprio quello di scovare materie prime nuove, insolite e poco conosciute, ed è questo che definisce la nostra identità: fare qualcosa di nuovo, inusuale e autentico, per creare prodotti riconoscibili e immediatamente riconducibili a noi.
Avviare un’azienda di liquori innovativi in Calabria è una scelta controcorrente: perché avete deciso di investire proprio qui, dopo esperienze lavorative importanti all’estero?
Nonostante gli anni trascorsi fuori dalla regione e anche all’estero – Cristina a Londra e Alessia in Giappone – il nostro cuore è sempre rimasto qui, insieme alla voglia di tornare e di investire sul nostro territorio. Volevamo valorizzare la nostra terra e costruire qualcosa di diverso ma profondamente legato ad essa, senza però replicare ciò che è già stato fatto. Dalle esperienze all’estero abbiamo appreso tanto: mentalità, idee, metodi di lavoro e approccio imprenditoriale. Tutto questo lo abbiamo portato con noi, con l’obiettivo di realizzare al meglio il nostro progetto proprio qui, in Calabria.
Avete costruito qualcosa di nuovo in un territorio dove esistono già realtà consolidate nel settore: qual è stato l’input che vi ha permesso di distinguervi?
La voglia di distinguerci e di portare freschezza e novità in un settore fortemente legato alle tradizioni. Da un punto di vista personale, le tradizioni le amiamo e le rispettiamo, perché ci legano alla nostra terra. Ma dal punto di vista imprenditoriale non erano la nostra strada, perché non rappresentano il nostro modo di essere creative. Volevamo costruire qualcosa di davvero nuovo, diverso, mai visto prima. Altrimenti avremmo semplicemente replicato ciò che già esiste, senza riuscire a distinguerci davvero.
Una creatività che è facilmente riscontrabile anche dai loro profili social!
In sintesi, tra radici e contaminazioni, il loro progetto si muove su un equilibrio sottile ma potente: quello tra appartenenza e innovazione. Una sfida tutt’altro che semplice, soprattutto in un territorio che porta con sé una forte identità storica, ma che proprio per questo può diventare terreno fertile per nuove narrazioni. E forse è proprio qui il punto: non scegliere tra tradizione e cambiamento, ma trovare il coraggio di riscriverli insieme.
Ilena Borgia