Gli Stati Uniti mettono fine alle ultime flessibilità rimaste sulle sanzioni energetiche contro Mosca. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, come riporta ANSA, ha annunciato che Washington non prorogherà la licenza generale che consentiva alcune operazioni limitate legate al petrolio russo, segnando un ulteriore irrigidimento della linea americana nei confronti del Cremlino.
La decisione arriva a poche ore di distanza da un’altra mossa analoga: il Tesoro ha infatti comunicato di non voler estendere neppure la misura che riguardava le restrizioni sul petrolio iraniano. Un doppio segnale che conferma la volontà dell’amministrazione statunitense di rafforzare la pressione economica su due dei principali attori considerati destabilizzanti nello scenario internazionale.
Durante un briefing con la stampa, Bessent ha spiegato che la scelta rientra in una strategia più ampia di chiusura delle vie residuali che permettevano ancora margini di manovra nel commercio energetico con la Russia. La revoca della licenza generale, infatti, eliminerà le ultime eccezioni concesse a determinati operatori e transazioni.
Il Tesoro statunitense punta così a rendere più efficace il sistema sanzionatorio, già in vigore dal 2022, con l’obiettivo di limitare ulteriormente le entrate energetiche di Mosca. La decisione potrebbe avere ripercussioni sui mercati globali, in particolare in un momento in cui la stabilità dei prezzi del greggio resta un tema sensibile per molte economie.
AC