Nonostante una lieve crescita registrata nell’ultimo anno, il mercato del lavoro in Italia continua a mostrare fragilità strutturali, posizionando il Paese all’ultimo posto nell’Unione Europea per livelli di occupazione. Secondo gli ultimi dati Eurostat, riportati dall’agenzia Ansa, nel 2025 il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni è salito al 62,5% (+0,3 punti), una dinamica insufficiente a colmare il divario con la media UE, ferma al 71%.
Il principale ostacolo alla convergenza con i parametri europei risiede nella scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro. In Italia, tra i 15 e i 64 anni, lavora poco più di una donna su due (53,8%), a fronte di una media comunitaria del 66,6%. Se per la componente maschile lo scarto con l’Europa si attesta a 4,2 punti percentuali, per quella femminile il differenziale supera i 13 punti.
Il divario interno tra uomini e donne in Italia resta allarmante: 17,4 punti percentuali contro gli 8,8 della media UE. Sebbene si registri un timido miglioramento rispetto ai 17,8 punti del 2024, il gender gap occupazionale italiano rimane quasi il doppio di quello europeo.
L’analisi comparativa evidenzia come altri Paesi dell’area mediterranea stiano procedendo a ritmi decisamente più sostenuti. Nel 2025, la Grecia ha incrementato il proprio tasso di occupazione di 1,3 punti, raggiungendo il 64,6% e consolidando una crescita di 8,5 punti rispetto al 2019 (contro i 3,5 dell’Italia). Anche la Spagna mostra maggiore dinamismo, con un aumento di 0,9 punti sul 2024 e un progresso di 3,7 punti dal periodo pre-pandemico.
Ampliando l’osservazione alla fascia d’età 20-64 anni, i dati mostrano un tasso di occupazione nazionale del 67,6%, in crescita di mezzo punto rispetto all’anno precedente. Tuttavia, anche in questo segmento il divario di genere appare cristallizzato: il tasso occupazionale femminile si ferma al 58% (contro il 71,3% UE), mentre quello maschile raggiunge il 77,1%. Il risultato è una forbice tra i sessi di 19,1 punti, un dato che segna una distanza siderale dai 9,6 punti medi registrati nel resto dell’Unione.
Al. Co.