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Petrolio in calo su prospettive di pace Iran-Usa

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barili di petrolio

I mercati energetici aprono in ribasso venerdì 17 aprile 2026, con il Brent a 98,16 dollari al barile (-1,24%) e il Wti a 93,38 dollari (-1,38%), in attesa di sviluppi sulla guerra tra Iran e Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha ribadito che un accordo è “molto vicino”, con Teheran disposta a cedere l’uranio arricchito come richiesto da Washington per fermare il programma nucleare. Questa prospettiva riduce le tensioni dopo mesi di instabilità che hanno spinto i prezzi oltre i 100 dollari nei picchi di marzo.

La chiusura dello Stretto di Hormuz, dichiarata zona di guerra dall’Iran a inizio marzo, ha interrotto circa 13 milioni di barili al giorno, il 20-30% del commercio marittimo globale di greggio e gas.

 

L’impatto ha colpito soprattutto Asia ed Europa, con 150 petroliere ferme e Qatar che ha sospeso l’LNG per forza maggiore. Trump considera il target anti-nucleare “sostanzialmente centrato”, aprendo a un cessate il fuoco che sbloccherebbe i flussi energetici mondiali.

Gli analisti notano che l’uranio iraniano al 60% è convertibile in grado militare in poche settimane, rendendo cruciale la gestione nell’accordo. Goldman Sachs prevede un Brent medio sopra i 100 dollari a marzo ma in discesa ad aprile con la distensione. In Italia, il calo favorisce pompe bianche con diesel a 1,97 euro e benzina a 1,70 euro, alleggerendo i costi per famiglie e imprese.

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