Teheran ha fatto irruzione sulla scena diplomatica internazionale con una minaccia esplicita: risponderà “presto” alle forze armate statunitensi per il sequestro di una nave cargo iraniana nel Golfo dell’Oman. Attraverso un messaggio diffuso su Telegram, il portavoce dello Stato maggiore delle Forze armate della Repubblica islamica ha accusato gli Stati Uniti di compiere un “atto di pirateria” e di aver violato il cessate il fuoco in corso nella regione.
La vicenda riguarda il cargo Touska, imbarcazione battente bandiera iraniana fermata nel Golfo dopo un tentativo di eludere il blocco navale imposto dagli USA ai transiti verso i porti iraniani. Secondo il Centcom, il comando centrale degli Stati Uniti, una nave militare statunitense ha intimato alla nave mercantile di fermarsi per sei ore, prima di neutralizzarla con un colpo diretto alla sala macchine, immobilizzandola sul posto.
Il presidente Donald Trump ha confermato l’operazione sui social, definendola una misura necessaria per far rispettare il blocco al transito verso i porti iraniani e per proteggere la sicurezza delle rotte marittime nel Mar Arabico e nel Golfo di Oman. L’Iran, invece, considera l’azione un’ingerenza diretta e illegittima, sottolineando che il cargo stava raggiungendo una destinazione interna e che il blocco rappresenta una violazione del cessate il fuoco.
Le reazioni internazionali restano caute, con diversi Paesi che chiedono calma e la ripresa di un dialogo diplomatico per evitare un’escalation nel già fragilissimo contesto del Golfo. Intanto, i mercati energetici reagiscono con nervosismo, registrando un aumento del prezzo del petrolio in vista di possibili nuove tensioni nel corridoio strategico di Hormuz.
PE