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Petrolio in rialzo dopo il blocco della nave iraniana

I mercati energetici reagiscono al nuovo braccio di ferro nel Golfo, balzo di oltre il 7% dopo il sequestro di una nave cargo iraniana da parte degli USA

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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barile di petrolio

I prezzi del petrolio sono schizzati in rialzo nelle ultime ore, dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato il sequestro di una nave cargo iraniana nel Golfo dell’Oman, in un contesto di tensione crescente attorno allo stretto di Hormuz. Il greggio di riferimento statunitense West Texas Intermediate (WTI) è salito del 7,5% a 90,17 dollari al barile, mentre il benchmark internazionale Brent del Mare del Nord ha guadagnato il 6,5% a 96,27 dollari.

La svolta è legata al blocco imposto dalla Marina statunitense ai transiti verso i porti iraniani, che ha portato a un nuovo episodio di guida navale: una nave mercantile iraniana, in rotta dalla Cina verso l’Iran, è stata fermata forzatamente dopo aver tentato di violare il blocco. Secondo il comando militare congiunto iraniano Khatam al Anbiya, i militari americani hanno aperto il fuoco sulla sala macchine della nave, accusando Washington di aver violato il cessate il fuoco in vigore dall’inizio di aprile.

 

Il presidente Donald Trump ha confermato l’operazione sui social, definendola necessaria per impedire il trasporto di merci verso i porti iraniani e per garantire la sicurezza delle rotte energetiche. L’Iran promette invece “ritorsioni rapide”, generando ulteriore nervosismo nei mercati, già sensibili a ogni sviluppo capace di alterare il flusso del greggio attraverso Hormuz, corridoio strategico che gestisce una parte rilevante del petrolio mondiale.

Ant Ier

 

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