La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha definito “enorme” lo shock all’offerta energetica causato dal blocco USA dello Stretto di Hormuz, con una perdita netta di 13 milioni di barili al giorno, circa il 13% del consumo globale.
Parlando a Berlino, ha precisato che finora i prezzi energetici non hanno raggiunto livelli da “scenario avverso”, permettendo di evitare misure immediate.
Lagarde ha sottolineato la “doppia incertezza” su durata dello shock e ripercussioni, invitando a raccogliere più dati prima di decisioni di politica monetaria, ma confermando che la BCE è “pronta ad agire”. Lo shock deriva dal blocco navale ordinato da Trump dopo i colloqui falliti in Pakistan.
I mercati reagiscono con altalena, tra deviazioni di rotte gasdotte e uso di riserve strategiche, mentre l’Europa valuta l’impatto sull’inflazione. La BCE resta vigile per bilanciare crescita e prezzi in questo contesto geopolitico teso.
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