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UE: sbloccato il prestito da 90 miliardi all’Ucraina e il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia

by MQMariateresa Quattrone
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Unione Europea

Il Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Unione Europea (Coreper) ha dato il via libera al maxi‑prestito da 90 miliardi di euro destinato a sostenere l’Ucraina e ha approvato contestualmente il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia, ponendo fine allo stallo provocato dal veto dell’Ungheria. Secondo fonti diplomatiche, l’intesa raggiunta dagli ambasciatori dei 27 Paesi membri sarà ora sottoposta a una procedura scritta, con approvazione formale attesa entro il pomeriggio del 23 aprile.

Lo sblocco dei due dossier arriva dopo settimane di tensioni legate alla posizione del governo ungherese, che aveva condizionato il proprio assenso alla ripresa del flusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba, danneggiato dagli attacchi russi. Budapest e Bratislava avevano accusato Kiev di ritardare le riparazioni, mentre l’Ucraina aveva respinto ogni responsabilità. La situazione si è sbloccata quando le autorità ungheresi e slovacche hanno confermato la ripresa delle consegne di greggio, rimuovendo così l’ultimo ostacolo politico.

 

 

Il prestito, concordato politicamente già a dicembre, è pensato per garantire a Kiev liquidità e stabilità finanziaria nel biennio 2026‑2027, in un contesto in cui la guerra continua a gravare pesantemente sull’economia ucraina. Parallelamente, il nuovo pacchetto di sanzioni punta a rafforzare la pressione economica su Mosca, limitando ulteriormente la capacità del Cremlino di finanziare l’invasione.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto con favore la decisione, definendola su X «il segnale giusto nelle circostanze attuali». Il leader ucraino ha ribadito che la Russia «deve porre fine alla sua guerra» e che ciò potrà avvenire solo se il sostegno all’Ucraina e la pressione su Mosca saranno «sufficienti». Ha inoltre ricordato che Kiev sta rispettando i propri impegni nei confronti dell’Ue, «anche su questioni sensibili come il funzionamento del gasdotto Druzhba», e ha esortato Bruxelles a rendere operativo il pacchetto di aiuti «nel più breve tempo possibile» per garantire protezione ai civili e accelerare il percorso di integrazione europea del Paese.

 

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