L’Ufficio Europeo Antifrode (OLAF) ha svolto un ruolo centrale nello scoprire un ampio sistema di frode doganale e IVA che coinvolge importazioni di tessuti, calzature, biciclette elettriche e altri beni – portando a significative azioni penali da parte dell’Ufficio del Pubblico Ministero Europeo (EPPO) in Polonia.
Agendo su informazioni provenienti dalla Dogana Polacca, OLAF ha aperto un’indagine su sospetti abusi delle procedure doganali dell’UE. OLAF ha guidato il lavoro analitico e operativo fin dall’inizio: mappando flussi commerciali complessi, identificando le spedizioni ad alto rischio e coordinando le azioni di controllo tra diversi Stati membri.
L’indagine si è concentrata sul sospetto di abuso di due meccanismi chiave: la procedura di transito e la procedura doganale 42. La procedura di transito consente alle merci in ingresso nell’UE di transitare attraverso gli Stati membri senza il pagamento immediato di dazi doganali e IVA, a condizione che questi vengano pagati alla destinazione finale. La procedura doganale 42 consente agli importatori di differire l’IVA al punto di ingresso quando le merci vengono trasportate in un altro Stato membro. In questo caso, entrambe le procedure furono successivamente scoperte come abusate.
OLAF ha notificato gli Stati membri dell’UE e ha richiesto controlli mirati, inclusi ispezioni fisiche e analisi delle immagini a raggi X archiviate ai confini dell’UE per confermare il sospetto iniziale. Ha inoltre effettuato cinque controlli fisici in Belgio e Polonia e organizzato azioni di controllo coordinate che coinvolgevano Belgio, Slovenia, Germania, Ungheria e Polonia. Parallelamente, OLAF ha raccolto prove chiave da operatori economici, inclusi attori della logistica e dell’e-commerce.
I risultati hanno rivelato un modus operandi complesso e sistemico che si estende su diversi Stati membri, che includeva la rimozione di merci dalle procedure di transito tramite false conferme di arrivo, dichiarazioni errate di merci per beneficiare di aliquote doganali più basse, abuso della procedura doganale 42 per eludere l’IVA e la fabbricazione di documenti di trasporto (CMR) per simulare movimenti intra-UE.
A seguito delle sue conclusioni, OLAF ha allertato l’EPPO, che ha aperto un’indagine penale in relazione a una rete criminale che importava merci attraverso il confine polacco-bielorusso, portando successivamente alla detenzione di nove sospetti (vedi comunicato stampa dell’EPPO). Parallelamente, OLAF condusse un’indagine complementare, rafforzando ulteriormente la base probatoria del caso.
OLAF ha contribuito con informazioni alla recente indagine penale dell’EPPO in Polonia, che ha identificato modelli di frode coerenti con quelli descritti nel rapporto di OLAF: le merci che entrano nell’UE sono state falsamente dichiarate secondo la procedura di transito (T1) come destinate ad altri Stati membri, mentre in realtà sono rimaste in Polonia. Il progetto si basava su documenti di trasporto falsificati e sull’uso di società di comodo per eludere dazi doganali e IVA.
OLAF stima che il piano complessivo abbia portato all’evasione di circa 118 milioni di euro di dazi doganali e 79 milioni di euro di IVA, rappresentando una perdita significativa per il bilancio UE.
Il Direttore Generale di OLAF, Petr Klement, ha accolto con favore i risultati e ha dichiarato: “Questo caso evidenzia l’importante ruolo di OLAF nel rilevare e analizzare complessi schemi di frode che danneggiano il bilancio UE e distorcono la concorrenza leale per le imprese che operano legalmente in tutta l’Unione. Dimostra inoltre l’importanza di una cooperazione stretta ed efficace tra OLAF, l’EPPO e le autorità nazionali, garantendo che i risultati investigativi vengano rapidamente tradotti in azioni penali. OLAF continuerà a sostenere i suoi partner e a contribuire a proteggere un campo di gioco equo per le aziende in tutta l’UE.”
fonte: https://anti-fraud.ec.europa.eu/media-corner/news/olaf-plays-central-role-uncovering-major-vat-and-customs-fraud-involving-imports-undeclared-goods-2026-04-28_en