Il Pentagono ha formalmente chiesto al Congresso degli Stati Uniti di approvare il cambio di denominazione del Department of Defense in Department of War, una scelta che — secondo quanto riportato da The Hill — comporterebbe un costo stimato di circa 52 milioni di dollari per l’adeguamento di documenti, infrastrutture e riferimenti normativi.
Fonti dell’amministrazione citate dal quotidiano spiegano che la proposta nasce dalla volontà di riallineare il nome del dicastero alla sua missione primaria: preparare, condurre e vincere conflitti armati. Il cambio richiederebbe circa 7.600 modifiche alle leggi federali, tra cui la sostituzione formale dei termini “Department of Defense” con “Department of War” e “Secretary of Defense” con “Secretary of War”.
La richiesta arriva in un momento di forte pressione operativa e finanziaria per Washington. Secondo le stime diffuse dal Pentagono, gli Stati Uniti avrebbero speso circa 25 miliardi di dollari nei primi due mesi del conflitto con l’Iran, una cifra che riflette l’intensità delle operazioni militari e delle misure di deterrenza attualmente in corso.
Il dossier sul cambio di nome e quello sui costi del conflitto vengono letti, negli ambienti politici statunitensi, come due facce della stessa strategia: rafforzare l’identità istituzionale del Pentagono e, al tempo stesso, rendere più trasparente il quadro delle risorse necessarie per sostenere l’impegno militare.