La Reyer Venezia fa il bis! Al termine della Finale Nazionale Kellogg’s Under 17 Femminile, intitolata alla memoria di Roberta Serradimigni e che si è conclusa oggi alla Cittadella dello Sport di Tortona, a imporsi è stata la squadra orogranata nella finale che la vedeva opposta alla Futurosa Trieste (70-38). Anche quest’anno tutte le Finali Nazionali sono dedicate al ricordo di Gaetano Laguardia.
Uno Scudetto, quello dell’Umana, che arriva sulla scia di quello ottenuto a Battipaglia lo scorso anno e che è giunto al termine di una settimana impegnativa: sette partite in sette giorni, sei successi e una sconfitta nella prima fase col Sistema Rosa Pordenone.
Alla squadra vincitrice e a tutte le altre 15 formazioni partecipanti a questa edizione della Finale Nazionale Under 17 Femminile “Roberta Serradimigni” sono giunti i complimenti del presidente della FIP Giovanni Petrucci.
Nel miglior quintetto del torneo sono state votate Marisol Bazzara (Trieste), Eleonora Fiorini (Trieste), Eleonora Tavella (Costa Masnaga), Isabel Hassan (Venezia) e Veronica Pysmennyk (Derthona). Miglior coach Stefano Attruia, coach della Futurosa Forna Trieste.
Al secondo posto ha chiuso proprio Trieste, straordinaria per coraggio e capacità di resistere alla stanchezza accumulata durante questa lunga settimana piena di emozioni: la Futurosa ha ceduto nella prima fase al Geas e oggi in finale, per il resto solo successi spesso ottenuti in rimonta e al termine di partite giocate a 100 all’ora.
Terza piazza per Costa Masnaga, che si è confermata ai vertici del movimento giovanile femminile, quarto per l’Allianz BCC Derthona. Le padrone di casa hanno visto sfumare il sogno di vincere lo Scudetto sul parquet di casa allo scadere della semifinale persa con Trieste.
Alla fase finale del torneo hanno assistito il capo delegazione della Nazionale Femminile Roberto Brunamonti, il coach della Nazionale Under 16 Femminile Giovanni Lucchesi e l’allenatrice della Nazionale Under 17 Femminile Mara Buzzanca.
Il commento del coach dell’Umana Anna Gini: “La settimana è stata intensa, soprattutto perché abbiamo giocato lo spareggio e non abbiamo avuto giorni di riposo. Però proprio quella sconfitta ci è servita molto ed è stata, secondo me, la chiave per arrivare oggi a vincere la finale. Vincere uno scudetto è sempre speciale ma per un allenatore lo è ancora di più se arriva grazie a protagoniste diverse in serate diverse. Questo conferma il lavoro fatto dalla squadra, non solo dai singoli. Vestire la maglia Reyer è bellissimo, ma arrivare a queste finali da favorite non è mai semplice. Per me è la prima esperienza, quindi è tutto nuovo, tutto bello, e sono davvero contenta. Giocare sette partite in sette giorni è molto formativo per le ragazze. A questo livello ogni partita conta, e alla fine vince chi sbaglia meno. Oltre all’aspetto fisico, però, restano soprattutto le emozioni, le sensazioni, quello che imparano e quanto migliorano: competizioni così aiutano tantissimo”.
Umana Venezia-Allianz Derthona BCC-Futurosa Trieste 70-38 (14-17, 20-5, 22-8, 14-8)
Venezia: Marinari 13 (2/7, 3/5), Sablich 20 (1/4, 5/9), Bontempelli (0/2 da tre), Bonollo (0/2 da tre), Bianco Rossignoli 18 (3/6, 3/8), Da Preda 2 (1/3, 0/1), Zuccon 6 (3/8), Briana 5 (1/1, 1/1), Salva (0/1, 0/1), Gasparini 2 (1/2), Hassan 4 (2/6, 0/5), Zampieri (0/1). All: Gini.
Trieste: Fiorini 10 (3/5, 1/7), Pribac 3 (0/2, 1/2), Forte 3 (1/4), Bazzara 7 (2/3, 1/7), Caorsi 5 (1/9), Orlini, Delise 1 (0/3, 0/8), Battistin (0/1 da tre), Cantarello, Mazzotti 2 (0/4), Rocco (0/1, 0/1), Amendola 7 (2/5, 1/1). All: Attruia.
Arbitri: Perretti, Dinoi.
La finale scudetto sembra trovare subito un padrone perché la partenza della Reyer è di quelle che fanno paura, 12-0 in cinque minuti e Trieste “aggredita” sui 28 metri, per togliere ulteriore lucidità a una squadra per forza di cose in debito di ossigeno. Per l’ennesima volta la creatura di Attruia sembra sulle gambe e sul punto di andare al tappeto ma così non è, contro-parziale di 13-0 e Futurosa che chiude il primo quarto sul 17-14 grazie alle triple di Fiorini e Pribac. Nel secondo quarto l’Umana riporta però la partita sui propri binari preferiti, sporcando le percentuali avversarie (3/17 dall’arco) e producendo un parziale di 20-5 per il 34-22 dell’intervallo lungo. In evidenza Bianco Rossignoli e Sablich già a quota 12. Il controllo orogranata si estende anche al terzo quarto, grazie al presidio dei tabelloni, all’ottima tenuta difensiva e alla prolifica vena realizzativa di Bianco Rossignoli, sua la tripla del 41-25 al minuto 24. Il piazzato di Marinari spinge Venezia sul 48-27 a 12′ dall’ultima sirena e questa volta l’ennesimo miracolo di una settimana magica non riesce a coach Attruia, peraltro fortemente condizionato nelle sue rotazioni dai 3 falli commessi da Bazzara nel primo tempo. Il punto esclamativo lo mette Marinari con la tripla che di fatto “doppia” Trieste sul 61-30, da quel momento c’è spazio solo per la festa orogranata e per il tributo meritatissimo a una Futurosa straordinaria. Per l’Umana 18 punti di Bianco Rossignoli, 13 di Marinari e 20 di Sablich mentre la miglior realizzatrice di Trieste è stata Fiorini con 10 punti.
L’analisi di coach Attruia: “La settimana è stata incredibile e molto intensa, soprattutto perché siamo stati insieme per tanti giorni, con ragazze giovani, provenienti da città diverse e con obiettivi diversi. Vivere lo sport così in profondità, tra preparazione e vita di gruppo, è stato davvero un viaggio. Le rimonte sono state un aspetto fondamentale del nostro percorso, perché proprio in quei momenti abbiamo trovato energia e fiducia. Chi riesce a vincere partite complicate non è “cotto” mentalmente, e noi siamo riusciti a ripartire sempre da lì. È stato straordinario vedere che le ragazze siano riuscite a emozionare le persone. Diverse persone mi hanno fermato per dirmi quanto siano rimaste colpite dalla loro prestazione, e questo per noi conta moltissimo. Non si parla solo di tifo, ma di emozione. E quando una squadra riesce a trasmettere questo, significa che ha fatto davvero qualcosa di importante. Per noi era importante non entrare sietema di Venezia, perché loro hanno più fisicità e più profondità. Volevamo invece mettere dei granelli di sabbia nel loro meccanismo e costringerle a giocare una pallacanestro diversa e nonostante non sia sempre stato evidente, almeno in avvio ci siamo riusciti. Sotto di 12-0 o 13-0 abbiamo reagito, ed è stato un segnale importante: questa squadra ha sempre saputo accendersi nel momento giusto”.
Basket Costa-Allianz BCC Derthona 74-61 (17-15, 26-10, 21-19, 10-17)
Costa Masnaga: Lo Monaco (0/2 da tre), Calvanese (0/1, 0/3), Attolini (0/1), Tavella 12 (3/5, 1/4), Pini 14 (6/8, 0/1), Bruno 9 (0/1, 3/8), Corti 10 (5/6), Radice 9 (1/3, 2/6), Ros, Lelli 12 (2/10, 1/8), Barraco 5 (1/1, 1/5), Janer 3 (1/1 da tre). All: Rossi.
Derthona: Tidona (0/1, 0/1), Penna, Zanetti (0/1, 0/1\), Fratamico 5 (1/6, 1/5), Orsenigo 4 (2/2, 0/1), Destasio 2 (0/3), Pysmennyk 37 (14/27, 0/4), Carosi 8 (3/9, 0/3), Visca 3 (1/2, 0/1), Zucca ne, Barbieri G. 2 (1/4), Barbieri S. NE. All: Grosso.
Arbitri: Caroli, Procacci.
La sfida tra le due deluse delle semifinali va a Costa Masnaga, probabilmente più rapida a metabolizzare il ko di ieri che giocoforza potrebbe lasciato qualche scoria nello spogliatoio delle due squadre. Il primo strappo alla “finalina” l’ha dato Costa Masnaga, abituata in questi giorni a uscire alla distanza, col 6-0 che è valso il primo vantaggio in doppia cifra (25-15) dopo due minuti del secondo quarto. Derthona si è affidata a Pysmennyk e Carosi, continuando a palesare difficoltà dal perimetro (a fine partita 1/16 dall’arco dei tre punti), ma prima dell’intervallo lungo Costa ha impresso un’altra decisa accelerazione chiudendo a +18 e mettendo dunque una seria ipoteca sul terzo posto. Il vantaggio delle lombarde si è attestato stabilmente sui 20 punti e nonostante l’orgoglio messo in campo negli ultimi minuti dalla BCC il risultato non è mai seriamente tornato in discussione nonostante i 37 punti di un’eccellente Pysmennyk (anche 16 rimbalzi). Per Costa Masnaga in doppia cifra Pini con 14 punti, Tavella (11) e Lelli (12): sua la tripla frontale scaccia-pensieri quando Derthona era tornata sul -13 a 5 minuti dalla fine.
comunicato stampa e foto da FIP