Marco Aurelio Severino non è soltanto il medico tarsiano autore della prima opera moderna di anatomia comparata. Non è soltanto il principale erede di Bruno da Longobucco, considerato il medico calabrese inventore della chirurgia moderna ed il primo vero medico europeo che si interessa della prevenzione. È probabilmente il punto di innesto tra il naturalismo di Bernardino Telesio, l’inquietudine filosofica di Tommaso Campanella, l’orizzonte della nuova libertà del pensiero di Giordano Bruno e la nascita della medicina sperimentale europea. Ecco perché rilanciare oggi e finalmente la sua figura, un gigante calabrese di cui riappropriarsi, significa restituire a tutto il Cinquecento calabrese e meridionale il peso culturale che gli appartiene: quello di un tempo non periferico, ma generativo della modernità; quello di una terra che ha contribuito da protagonista alla Storia universale.
IL SINDACO: MARCO AURELIO SEVERINO NEI MID DELLA CALABRIA STRAORDINARIA
Si colloca in questa cornice – spiega il Sindaco Roberto Ameruso – l’iniziativa promossa dalla nostra Amministrazione Comunale, in programma oggi, giovedì 7 maggio 2026, alle ore 17.30, al Piccolo Teatro Popolare, con il primo di una serie di eventi verso il Premio Città di Tarsia – Marco Aurelio Severino. La tappa di domani, esordio dell’intero progetto culturale e di comunicazione, ambisce a ricostruire anche (è questo il titolo dell’evento) Il contributo distintivo della Calabria alla storia della medicina universale. Al centro vi è la presentazione del volume Il medico a rovescio – Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento di Aurelio Musi, che sarà protagonista insieme ad altri ospiti, edito da Rubbettino. Ma non una semplice presentazione editoriale. Vuole essere – scandisce il Primo Cittadino – la prima tappa di una strategia e di un percorso culturale più ampio, pensato per restituire centralità al ruolo della Calabria nella storia della scienza moderna, attraverso Marcatori Identitari Distintivi (MID) proprio come Severino deve essere considerato ed all’interno dei quali dovrà essere incluso, figura tutta ancora da scoprire e far conoscere, investendo sulla traduzione in italiano di molte delle sue opere in latino.
L’ARTISTA-ARTIGIANO RIZZO RICOSTRUISCE IL VOLTO DEL MEDICO TARSIANO
Nel corso della serata sarà scoperto anche il busto raffigurante Marco Aurelio Severino, opera dell’artista-artigiano Luigi Rizzo, nativo di Santa Caterina e cresciuto a Tarsia. Scultore, tra i più apprezzati in Calabria, del legno e di altri materiali oggi vive a Spezzano Albanese. L’opera, realizzata nel 2008 in onore del paese natio dell’artista, è un altorilievo ricavato da un unico pezzo di legno massiccio in rovere, dal colore naturale, delle dimensioni di 38×70 centimetri, spesso 7 centimetri e dal peso di circa 15 chili. Un segno materiale e simbolico che restituisce corpo, presenza e riconoscibilità a una memoria scientifica rimasta troppo a lungo ai margini.
SEVERINO IL CALABRESE CHE PORTÒ LA CHIRURGIA DENTRO LA SCIENZA
Nel suo volume, il giornalista Musi racconta Severino come una figura di transizione scientifica decisiva. Con la Zootomia democritea, considerata la prima opera moderna di anatomia comparata, contribuisce a rompere il monopolio della medicina libresca e a portare la chirurgia nel cuore della nuova scienza. È pioniere della chirurgia vascolare, pratica tracheotomie sugli esseri umani, studia tumori, ascessi, lesioni, dolore e strumenti chirurgici, facendo dell’ospedale non solo un luogo di cura, ma uno spazio di produzione del sapere.
DALLA CALABRIA ALL’EUROPA: SEVERINO NELLA REPUBBLICA DEL SAPERE
La vicenda di Severino, così come ricostruita nel libro, smentisce l’idea di un Mezzogiorno culturalmente passivo. Il Medico Calabrese scrive in latino, dialoga con studiosi italiani ed europei, entra nelle reti della Respublica literaria, si confronta con William Harvey e con la scoperta della circolazione del sangue, con Cassiano dal Pozzo, Athanasius Kircher, Volkamer, Bartholin e altri protagonisti della cultura scientifica del Seicento. La sua storia dimostra che Tarsia, la Calabria e Napoli non sono margini della modernità, ma luoghi attraversati da idee, conflitti, esperimenti e intuizioni capaci di parlare all’Europa.
DA TARSIA UN EVENTO CHE APRE IL CAMMINO VERSO IL PREMIO SEVERINO
Coordinati da Lenin Montesanto, ideatore del progetto MID per Calabria Straordinaria, all’iniziativa interverranno, insieme al Primo cittadino e all’Autore, anche il consigliere comunale delegato alla cultura Roberto Cannizzaro, il direttore del Museo Civico e della Civiltà Contadina Flavio Casella, il direttore editoriale della casa editrice Rubbettino Luigi Franco, il professore ordinario di Anatomia Umana dell’Università di Perugia Mario Rende, l’economista Lilia Infelise, il chirurgo e primario dell’ospedale di Paola e Rossano Guglielmo Guzzo, l’Amministratore Delegato della Fabbrica di Liquirizia Amarelli Fortunato Amarelli, il Direttore delle Riserve Naturali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati Agostino Brusco e il consigliere regionale Elisabetta Santoianni
IL SINDACO: COSTRUIAMO DESTINAZIONE FONDATA SU IDENTITÀ E SAPERE
L’appuntamento di oggi si inserisce nel percorso che porterà in autunno all’istituzione del primo Premio Marco Aurelio Severino – Città di Tarsia, destinato a personalità distintesi nel campo medico-scientifico. Con una consapevolezza: valorizzare Severino significa anche rafforzare il valore della costruenda destinazione turistico-naturalistico-culturale, sulla quale sta lavorando l’Esecutivo Ameruso, fondata su memoria, scienza, ambiente e conoscenza. Tarsia sceglie così di contribuire a una narrazione nuova della Calabria: non terra laterale rispetto al sapere, ma spazio generatore di pensiero, opere e primati capaci ancora oggi, attraverso i suoi MID di valore universale, di parlare al mondo. – (Fonte: Comune di Tarsia – CS – Comunicazione Istituzionale/Strategica – Lenin Montesanto Comunicazione & Lobbying)
Comunicato Stampa