L’Unione Europea ha approvato nuove sanzioni mirate contro alcuni coloni israeliani responsabili di violenze in Cisgiordania. Il via libera è arrivato dal Consiglio Affari Esteri, che ha formalizzato un pacchetto di misure restrittive rivolte a individui ritenuti coinvolti in aggressioni contro civili palestinesi.
La reazione di Israele è stata immediata. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha definito la decisione «inaccettabile», sostenendo che Bruxelles agisca «sulla base di idee politiche» e ribadendo che lo Stato ebraico «ha sempre difeso il diritto degli ebrei a stabilirsi nel cuore della nostra patria». Una posizione che conferma la crescente tensione diplomatica tra Ue e governo israeliano sul dossier degli insediamenti.
Sul fronte mediorientale, resta alta l’attenzione anche sullo Stretto di Hormuz, dove nelle ultime 24 ore è transitata una sola petroliera, un dato che conferma il clima di incertezza legato al confronto tra Stati Uniti e Iran. Parigi e Londra presiederanno nelle prossime ore una riunione straordinaria dei ministri della Difesa Ue dedicata proprio alla sicurezza marittima nell’area.
Teheran ha fatto sapere che la propria risposta al piano di pace statunitense è stata «generosa e razionale». Una valutazione che contrasta con quella del presidente americano Donald Trump, che aveva definito la proposta iraniana «inappropriata». Sul fronte interno, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilanciato la linea dura contro la Repubblica islamica, affermando che «il regime di Teheran può ancora cadere», in un contesto di crescente pressione politica e militare.