Le borse europee registrano una seduta di marcata flessione, condizionate dall’apertura negativa di Wall Street. Per Ansa, a pesare sul sentiment degli investitori è il dato sull’inflazione americana, che ad aprile ha mostrato un’accelerazione significativa trainata dal rincaro dei costi energetici, diretti riflessi del conflitto in Medio Oriente.
L’incertezza sulla tenuta della tregua tra Stati Uniti e Iran ha innescato una nuova fiammata dei prezzi petroliferi, con le quotazioni che hanno stabilmente superato la soglia psicologica dei 100 dollari. Il Wti segna un incremento del 3,5%, portandosi oltre i 101 dollari al barile, mentre il Brent registra un rialzo analogo attestandosi in area 108 dollari.
A Milano, l’indice principale cede l’1,16%, appesantito dalla performance negativa di Nexi, che arretra del 3,95%. In controtendenza si muovono invece il comparto bancario, con Mps e Mediobanca in rialzo dell’1,6%; per l’istituto senese il mercato premia risultati trimestrali superiori alle attese e la conferma della guidance. Nel resto d’Europa, Francoforte appare più penalizzata con una flessione dell’1,23%.
Parallelamente alla discesa dei listini azionari, si osserva una vendita generalizzata sui titoli di Stato, con conseguente rialzo dei rendimenti. Il decennale statunitense (Treasury) si attesta al 4,45%, mentre il Bund tedesco sale al 3,1%. In Italia, il rendimento del Btp raggiunge il 3,8%, portando lo spread con l’omologo tedesco a quota 76,7 punti base.
Al. Co.