L’Iran invita a non trasformare i Mondiali di calcio in terreno di scontro politico. Il vice‑ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha criticato le difficoltà incontrate dalla nazionale iraniana nell’ottenere i visti statunitensi necessari per partecipare alla competizione, denunciando il rischio di una “strumentalizzazione” dell’evento sportivo da parte del Paese ospitante.
«Un Paese ospitante non può utilizzare divergenze politiche, sanzioni o decisioni unilaterali di politica interna per impedire la partecipazione di una nazionale qualificata», ha dichiarato Gharibabadi. La federazione calcistica iraniana ha confermato di non aver ancora ricevuto i documenti d’ingresso, definendo la situazione “inaccettabile” a poche settimane dall’avvio del torneo.
In un messaggio pubblicato su X, il vice‑ministro ha avvertito che, se la Fifa non sarà in grado di garantire che tutte le squadre qualificate — «compreso l’Iran» — possano entrare nel Paese ospitante «senza discriminazioni né restrizioni», sarà messa in discussione «la credibilità stessa della Coppa del Mondo». La vicenda si inserisce in un quadro già teso nei rapporti tra Washington e Teheran, con il rischio che la disputa sui visti si trasformi in un nuovo fronte diplomatico proprio alla vigilia dell’evento sportivo più seguito al mondo.