A marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, attestandosi a 3.158,8 miliardi, secondo quanto reso noto dalla Banca d’Italia. Il dato riflette soprattutto l’andamento delle Amministrazioni centrali, il cui indebitamento è salito di 19,9 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali ha registrato una flessione di 0,4 miliardi e il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.
Sul fronte delle entrate, le riscossioni tributarie di marzo si sono attestano a 38,9 miliardi, con un incremento dello 2,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi tre mesi del 2026, le entrate complessive raggiungono 129,0 miliardi: un aumento dello 0,8% e di circa 1 miliardo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Questi dati indicano una moderata crescita delle entrate che, però, non compensa pienamente il livello elevato del debito pubblico, lasciando spazio a preoccupazioni sulle prospettive di finanza pubblica nel medio periodo. Gli esperti sottolineano come la sostenibilità del debito resti legata a riforme di spesa, efficacia delle politiche fiscali e contesto internazionale.
Ant Ier