Pollena Trocchia, provincia di Napoli, si è risvegliata ieri notte sotto choc per il ritrovamento di due donne morte nel seminterrato di un palazzo in costruzione. I corpi sono stati rinvenuti attorno alle 00.45 dai carabinieri, che hanno avviato immediatamente le indagini e hanno portato un uomo in caserma per accertamenti.
Lo stabile, un edificio residenziale di sei piani per circa 3–400 metri quadrati, è un cantiere “fermo e ripreso” più volte negli ultimi anni, con i lavori avviati e poi interrotti per problemi autorizzativi e finanziari. Alcune parti dello stabile risultano oggi abbandonate, e secondo testimonianze locali sarebbero usate come rifugio da persone senza fissa dimora o in condizioni di marginalità.
Le due vittime, di cui non è ancora stato reso noto il nome e l’identità, erano sprovviste di documenti. Le prime ricostruzioni parlano di una possibile caduta da due piani diversi, forse da impianti di ascensore precari, fino al piano seminterrato. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura sia l’incidente fatale sia il duplice omicidio, con particolare attenzione a eventuali dinamiche di violenza e ad abusi di luogo.
Le forze dell’ordine stanno verificando se le donne fossero in qualche modo relazionate all’ambiente del meretricio, probabilmente straniere, che utilizzavano l’edificio come punto di appuntamento. La Procura di Napoli Nord segue da vicino l’evoluzione delle indagini, che valuterà anche eventuali responsabilità.
L’episodio riaccende i riflettori sul problema dei cantieri abbandonati nel Napoletano, spesso trasformati in “luoghi grigi” dove avvengono episodi di marginalità, uso di sostanze e violenza invisibile. Associazioni di quartiere e consiglieri locali chiedono un censimento più rigoroso degli immobili incompleti e l’installazione di recinzioni e sistemi di videosorveglianza per evitare che luoghi già potenzialmente pericolosi diventino teatri di tragedie umane. (foto di repertorio)
PE