Il G7 Finanze lancia un appello diretto sulla crisi in Medio Oriente: la riapertura dello Stretto di Hormuz e una soluzione duratura al conflitto in Iran sono “imperative” per la stabilità globale. La dichiarazione arriva mentre il presidente americano Donald Trump torna a minacciare Teheran, avvertendo che l’Iran ha “altri 2-3 giorni, massimo una settimana” prima di un possibile attacco statunitense. La tensione sullo Stretto — snodo da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — continua a generare allarme nei mercati e nelle cancellerie occidentali.
A preoccupare è soprattutto l’impatto economico di una chiusura prolungata di Hormuz. Secondo Standard & Poor’s, se il blocco dovesse continuare, l’Europa si troverebbe esposta a un rallentamento dell’economia, a un nuovo shock inflazionistico e a un peggioramento delle condizioni finanziarie per famiglie e imprese. L’agenzia di rating sottolinea che la dipendenza energetica europea rende il continente particolarmente vulnerabile a interruzioni prolungate delle forniture.
Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha inserito la crisi nello Stretto in un quadro più ampio: “Tra crisi energetica e trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, ci troviamo di fronte a uno shock di offerta”, ha dichiarato. Un contesto che, secondo Panetta, richiede politiche coordinate per evitare che le tensioni geopolitiche si traducano in instabilità economica duratura.