Sostegni mirati agli agricoltori, un nuovo regime temporaneo di liquidità della Pac e maggiore flessibilità per l’industria dei fertilizzanti nell’ambito della revisione dell’Ets attesa per luglio. Sono i tre pilastri del piano d’azione sui fertilizzanti adottato dalla Commissione europea, un pacchetto pensato per contenere l’impatto dell’impennata dei costi legata alla crisi in Medio Oriente.
Secondo le stime di Bruxelles, i prezzi dei fertilizzanti risultano oggi circa il 70% più alti rispetto alla media del 2024, un livello che sta mettendo sotto pressione le aziende agricole europee e rischia di compromettere le scelte colturali per le prossime stagioni.
Per garantire ossigeno finanziario alle imprese, la Commissione proporrà prima dell’estate un rafforzamento della riserva agricola della Pac, così da fornire liquidità immediata agli agricoltori. Parallelamente, l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen introdurrà un nuovo regime temporaneo di liquidità, che consentirà agli Stati membri di riprogrammare i propri piani strategici e utilizzare i fondi disponibili per compensare almeno in parte i costi aggiuntivi dei fertilizzanti.
L’obiettivo è duplice: sostenere le aziende più esposte e preservare la capacità produttiva europea in un contesto di forte volatilità dei mercati energetici e delle materie prime.
Presentando il piano, la presidente della Commissione ha sottolineato come l’attuale crisi dei combustibili fossili “dimostri che la leadership climatica e la resilienza economica sono interconnesse”. Per questo Bruxelles punta a un approccio che, da un lato, sostenga gli agricoltori europei e, dall’altro, acceleri l’innovazione in soluzioni sostenibili e nella produzione interna di fertilizzanti, riducendo la dipendenza dalle importazioni.
In plenaria al Parlamento europeo, il commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha evidenziato che, per il raccolto del 2026, “la maggior parte del fabbisogno è coperto”, mentre crescono le incertezze per il 2027. Entro l’estate, ha ricordato, gli agricoltori dovranno decidere cosa seminare e come concimare, e per farlo serve un quadro stabile e prevedibile.
Hansen ha richiamato anche le vulnerabilità strutturali dell’Ue: circa il 30% dell’azoto utilizzato proviene dalle importazioni; il 70% dei fosfati dipende dalla roccia fosfatica estera; il 40% del potassio arriva da Paesi terzi.
Al momento, ha precisato, la disponibilità fisica di fertilizzanti non rappresenta il problema principale: il mercato europeo è rifornito per la stagione in corso e la sicurezza alimentare non è a rischio. Le criticità riguardano invece accessibilità economica, prevedibilità e resilienza, elementi essenziali per le decisioni che gli agricoltori dovranno assumere nei prossimi mesi.