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A Venezia Venturini vince al primo turno

La lista “erede” di Brugnaro diventa il primo partito e il centrodestra resta in sella

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Regione Veneto

A Venezia, Imone Venturini è diventato il nuovo sindaco, ereditando di fatto la guida della città da Luigi Brugnaro e confermando il centrodestra alla guida del Comune al termine di una tornata elettorale segnata dal tentativo di costruire un “campo largo” di centrosinistra attorno al candidato Andrea Martella. Venturini ha vinto al primo turno, stroncando le speranze della coalizione che puntava a riconquistare Palazzo Donà dopo 11 anni di governo lagunare.

 

Già dalle prime uscite dei seggi e dalle proiezioni successive è emerso un risultato che i sondaggi avevano ampiamente sottovalutato: Venturini ha infatti ottenuto una soglia elettorale sufficiente a chiudere la partita prima del ballottaggio. La sua lista, di colore politico “giallo” e in qualche modo erede della Lista civica Fucsia di Brugnaro, è diventata il primo partito cittadino e di coalizione, con oltre il 30% dei consensi, raccogliendo molti degli assessori uscenti e confermando il peso del gruppo civico già vincente nelle precedenti amministrazioni.

Al suo arrivo nel quartier generale, Venturini ha preferito parlare con cautela, sottolineando di non essersi mai fidato dei sondaggi e limitandosi a definire il risultato “significativo” mentre lo spoglio era ancora in corso. In serata, il successo è stato consacrato dalla presenza del presidente del Veneto Alberta Stefani e dalla telefonata del premier Giorgia Meloni, che sulle reti sociali aveva ironizzato sul “centrodestra resuscitato” in un momento in cui sembrava potersi chiudere un ciclo politico locale.

Per il centrosinistra, la serata è stata amara: il quartier generale di Martella, allestito in un grande hotel di Mestre, è rimasto sterile di evasioni, con la coalizione (Pd in testa) che ha sperato invano di arginare la sconfitta o almeno di arrivare al ballottaggio sfruttando il voto di parte degli elettori del centro storico. Nella tarda serata, è arrivata la concessione ufficiale della sconfitta. Martella ha ammesso di non essere riuscito a convincere una parte sufficiente dei veneziani con una proposta fondata su casa, sicurezza, servizi, lavoro dignitoso, governo del turismo e tutela della laguna.

“Abbiamo provato a indicare una strada diversa, per una Venezia più giusta, più abitabile, più capace di trattenere giovani e famiglie e di guardare al futuro. Evidentemente questa proposta non è stata sufficiente, o non siamo riusciti a farla arrivare con la forza necessaria a una parte sufficiente della città”, ha detto il leader perdente, riconoscendo il peso del voto dato alla continuità politica e ai progetti avviati in precedenza.

Venturini, dal canto suo, ha espresso “grande rispetto” per Martella e ha sottolineato l’importanza del ruolo di senatore che il rivale mantiene a livello nazionale, auspicando che possa continuare a portare la voce di Venezia in Parlamento. In attesa dei bilanci politici definitivi, il primo cittadino eletto dovrà ora tradurre il consenso ottenuto in scelte concrete, con una forte attesa legata alla gestione del turismo, della sicurezza e del futuro abitativo di una città che vive in bilico tra splendore e fragilità idrogeologica.

LL

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