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FIP: Presentate le nuove maglie Macron e i programmi delle Nazionali: sul kit della maschile impressi i nomi di tutti gli Azzurri dal 4 aprile 1926

Petrucci: “Grazie a chi ha fatto la storia del nostro sport”

by il MetropolitanoRedazione ilMetropolitano
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Presentazione Divise Italbasket 2026

Cento anni non sono Solitudine. Sono gratitudine. Gratitudine per chi, il 4 aprile 1926, indossò per primo una Maglia azzurra senza sapere che avrebbe acceso una storia lunga un secolo. Gratitudine per tutti quelli che sono venuti dopo: generazioni diverse, epoche diverse, modi diversi di vivere il basket, ma la stessa identica emozione addosso ogni volta che risuonava l’inno di Mameli. In cent’anni la Nazionale Maschile ci ha fatto esultare e soffrire, litigare con un pallone che non voleva entrare e abbracciarci davanti a un tiro “ignorante”. Ci ha tenuti svegli nel cuore della notte davanti a un Mondiale dall’altra parte del mondo, ci ha fatti saltare dal divano per una tripla allo scadere, ci ha insegnato che certe sconfitte fanno male proprio perché quella maglia l’abbiamo sentita nostra.

Cent’anni sono un album infinito di volti, parquet, telecronache, mani alzate, ginocchia sbucciate, lacrime e sorrisi. Ma soprattutto sono un debito emotivo: verso tutti gli Azzurri che hanno lasciato qualcosa dentro chi li guardava. Una Nazionale non appartiene solo a chi la gioca. Appartiene anche a chi l’ha aspettata, seguita, amata. E allora sì: cento anni dopo quella prima partita del 4 aprile 1926, il sentimento più giusto è proprio questo. La Gratitudine. Grazie Azzurri!

Si è tenuta oggi all’interno del Mubit la conferenza stampa di presentazione delle nuove Maglie Azzurre 2026 firmate Macron e dei programmi delle Nazionali Maschili, Femminili e 3×3. In Sala tante stelle e leggende della pallacanestro italiana, a cominciare da Dino Meneghin. Suo il primo intervento: “Davanti a me e intorno a me tanti eroi. Ho avuto la fortuna di vestire la maglia della Nazionale da ragazzino, avevo 15 anni e abbiamo partecipato a un torneo giovanile in Germania, a Mannheim e in tribuna c’erano tanti nostri connazionali, in Germania per lavoro. Alla fine vinciamo il torneo e l’invasione pacifica dei nostri tifosi ci porta in trionfo. Il giorno dopo partiamo a piedi per andare a prendere il treno per tornare in Italia e loro, sempre con mazzi di fiori, ci accompagnano. E mentre stavo salendo sul treno un signore ci ha detto: “Salutateci l’Italia che ci manca tanto”.

In quel momento ho capito che cosa voglia dire giocare per la Nazionale, perché in fondo giocare per Milano, Bologna o qualsiasi altra squadra significa giocare per quel gruppo, per quei tifosi, per quella realtà. Quando giochi per la Nazionale, invece, ti rendi conto che giochi anche per tutti quelli che magari non seguono la pallacanestro ma non si dimenticano mai di te: rappresenti un intero Paese. Da allora, ogni volta che entravo in campo, fino a quando ho smesso alle Olimpiadi di Los Angeles, ricordo che in tribuna c’era una bandiera tricolore e dicevo: “Oggi gioco per lui”. Gioco per lui perché non volevo che, al di là del risultato, andasse a casa deluso del fatto che io non mi fossi impegnato o che non avessi avuto un atteggiamento sbagliato. Quello, per me, è il significato della Nazionale: giocare per un intero Paese“.

Oggi al Mubit, insieme a Dino Meneghin, c’erano anche il figlio Andrea, Carlton Myers, Gigi Datome, Gianluca Basile, Pierluigi Marzorati, Andrea Bargnani, Simone Fontecchio, Roberto Brunamonti, Carlo Recalcati, Romeo Sacchetti, Renato Villalta, Marco Belinelli, Renzo Bariviera, Gregor Fucka, Giacomo Galanda e Giorgio Bongiovanni. Quest’ultimo ha compiuto cento anni lo scorso 4 marzo ed è stato premiato da Gigi Datome mentre tutta la Sala era in piedi per tributargli una commovente e dovuta standing ovation.Elemento centrale della nuova Maglia è il tricolore in stile vintage posizionato sul petto accanto al Macron Hero, un richiamo alla maglia indossata nella prima storica sfida del 1926.

Anche la scritta “ITALIA”, così come nomi e numeri dei giocatori, è realizzata con un font d’ispirazione rétro, pensato per evocare l’identità e la tradizione del basket azzurro. A rendere il Game Set assolutamente unico ed esclusivo è la stampa sublimata tono su tono che attraversa il tessuto della maglia: un omaggio alla storia della Nazionale attraverso i nomi di tutti gli atleti che, almeno una volta nella propria carriera, hanno vestito la maglia azzurra. Un ulteriore dettaglio celebrativo trova infine spazio negli inserti interni ed esterni del collo, dove compaiono la data e il risultato della prima partita ufficiale della Nazionale: “Italia-Francia 23-17 / 4 aprile 1926”.

Il Game Set è completato da una shooting shirt a manica corta che riprende lo stile e gli elementi grafici distintivi delle divise gara. Il Game Set creato per la Nazionale Senior femminile si distingue per un design pulito ed essenziale, capace di valorizzare identità e appartenenza attraverso dettagli dal forte valore simbolico. La scritta “ITALIA”, insieme a nome e numero delle giocatrici, è realizzata con il font istituzionale ed è sormontata dalla bandiera tricolore. Elemento caratterizzante del kit femminile è l’inserto presente sul collo, sia interno sia esterno, che riporta la frase “L’Italia chiamò” tratta dall’Inno di Mameli: un richiamo diretto ai valori di identità, orgoglio e appartenenza che accompagnano da sempre la maglia azzurra.

A “guardare le spalle” agli Azzurri ci sarà ancora IBSA Italy, azienda dalla spiccata vocazione sportiva e dal forte spirito innovativo. Realtà scientifica, economica e industriale di primo piano nel settore farmaceutico, l’azienda con sede a Lodi condivide con la FIP valori fondamentali come cultura, innovazione e fairplay. Il tutto in maniera etica e sostenibile.

Presentazione Divise Italbasket 2026
FIP 2026
Bologna, 27/05/2026
Foto M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

comunicato stampa

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