La Guardia Civil si è presentata questa mattina nella sede nazionale del Partito socialista spagnolo (Psoe) a Madrid per acquisire documentazione nell’ambito di un’indagine dell’Audiencia Nacional. L’intervento, avvenuto poco dopo le 8, ha inizialmente alimentato sui media iberici l’ipotesi di una perquisizione legata a presunti finanziamenti illeciti. Una ricostruzione poi corretta nel corso della giornata.
Il premier Pedro Sánchez, in visita in Vaticano, ha chiarito che gli agenti dell’Unità Operativa Centrale (Uco) erano stati incaricati dal giudice istruttore Santiago Pedraz di richiedere documenti e archivi elettronici, e non di effettuare una perquisizione. L’operazione rientra in un’indagine su un presunto complotto volto a interferire o destabilizzare procedimenti giudiziari riguardanti il Psoe o il governo, con possibili profili di illecito finanziario.
Sánchez ha assicurato “piena collaborazione” con la magistratura e ha promesso una risposta “decisa” qualora emergessero irregolarità. “Non voglio minimizzare la gravità dell’indagine in corso presso l’Audiencia Nacional”, ha dichiarato, aggiungendo che il partito agirà “con la determinazione di sempre” nei confronti di eventuali responsabili.
Il premier ha inoltre affermato di non essere stato informato di possibili coinvolgimenti di personale del Psoe e ha ribadito che il partito “non ha nulla da nascondere”. Ha poi sottolineato che le inchieste che riguardano persone a lui vicine “non mettono in discussione l’azione del governo a favore dell’agenda sociale”.
Sánchez ha infine rivendicato i risultati dell’esecutivo: “Il governo è impegnato in un programma di trasformazione che sta producendo risultati in tutti i settori: crescita economica, occupazione, riduzione delle disuguaglianze”. E ha assicurato che nessuna delle indagini in corso “mette in alcun modo in discussione l’operato del governo e delle forze progressiste”.