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Cinque marinai azeri uccisi in attacco con droni su navi dirette in Russia

by MQMariateresa Quattrone
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Tatarstan

Cinque marinai azeri sono rimasti uccisi e altri tre feriti in un attacco con droni che ha colpito due navi cargo nel Mar d’Azov, nella baia di Taganrog, mentre le imbarcazioni — provenienti dalla Turchia e dirette verso un porto russo — navigavano battendo bandiera straniera. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Baku, precisando che nessuna delle due unità appartiene allo Stato azero. Secondo un primo rapporto operativo, una delle navi sarebbe stata centrata da quattro droni che hanno provocato la morte di due membri dell’equipaggio e danni tali da richiedere un rimorchio; l’altra è stata colpita anch’essa da quattro droni alla sovrastruttura, causando la morte di tre marinai e un incendio a bordo.

I superstiti si sono messi in salvo con le scialuppe e sono stati recuperati da tre navi in transito, poi trasferiti al porto russo di Yeysk, mentre due rimorchiatori sono stati inviati per assistere le imbarcazioni danneggiate. Un ulteriore episodio è stato registrato nel porto romeno di Costanza, dove un drone marittimo ucraino è esploso senza provocare vittime. Nel frattempo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha annunciato l’entrata in vigore di un cessate il fuoco localizzato nell’area della centrale nucleare di Zaporizhzhia, negoziato per consentire la riparazione delle linee elettriche dell’impianto.

Il direttore generale Rafael Grossi ha spiegato che Russia e Ucraina hanno collaborato “in modo costruttivo” nelle ultime settimane per definire l’accordo tecnico, ritenuto essenziale per ridurre il rischio di un incidente nucleare. Nella regione di Kiev, tre persone sono morte e quattro sono rimaste ferite in un attacco con droni russi contro un’azienda alimentare nel distretto di Brovary, secondo quanto riferito dalle autorità locali citate da Ukrainska Pravda.

Sul fronte politico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato una lettera aperta a Vladimir Putin proponendo un incontro diretto per avviare un percorso verso la fine della guerra. “Poniamo fine al conflitto in un formato tra noi e voi”, ha scritto, chiedendo di fissare una data per un faccia a faccia. Putin, a margine del Forum di San Pietroburgo, ha dichiarato che “si troverà il modo di formalizzare un accordo di pace”, precisando però che per Mosca la mediazione dell’Unione europea non sarebbe accettabile perché ritenuta non neutrale.

La Commissione europea ha accolto positivamente l’iniziativa di Zelensky, definendola “una dimostrazione dell’interesse genuino dell’Ucraina per i negoziati”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che il cessate il fuoco e un eventuale piano di pace possono essere elaborati solo da Kiev e Mosca, pur sottolineando che gli europei, principali finanziatori dello sforzo ucraino, dovranno “a un certo punto sedersi al tavolo”.

Sul terreno, Russia e Ucraina hanno effettuato un nuovo scambio di prigionieri, liberando 185 militari per parte, come comunicato dal ministero della Difesa russo. Il Cremlino ha inoltre smentito l’imminente arrivo in Russia dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump: “La visita non è prevista”, ha dichiarato il portavoce Dmitrij Peskov.

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