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UE: “Nessun segnale di carenze di jet fuel, ma prezzi in forte rialzo”

by MQMariateresa Quattrone
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L’Unione europea non rileva al momento alcun rischio immediato di carenze di carburante per aerei, nonostante le tensioni sul mercato energetico legate alla guerra in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato il commissario Ue ai Trasporti, Apolostos Tzitzikostas, in un’intervista a Reuters, spiegando che “in Europa non si registra alcuna carenza di jet fuel e non abbiamo segnali che ne indichino una nel prossimo periodo”.

Secondo Tzitzikostas, gli aeroporti regionali restano comunque i più vulnerabili a eventuali shock di approvvigionamento, sia per la loro dipendenza da singoli fornitori sia per la minore capacità di stoccaggio rispetto agli hub principali. La preoccupazione principale, al momento, riguarda l’impennata dei prezzi del carburante per aviazione, che sta già spingendo “alcune compagnie aeree a cancellare rotte che non avevano più senso economico”. L’impatto, ha precisato, varia sensibilmente da vettore a vettore in base alla solidità finanziaria e alle strategie di hedging adottate.

Il commissario ha ribadito che la stabilità del mercato dipende in larga parte dall’evoluzione del conflitto e dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero globale. “È fondamentale che la guerra finisca e che lo Stretto venga riaperto al più presto”, ha dichiarato, ricordando che l’Europa dispone comunque di scorte di emergenza nazionali che garantiscono un margine di sicurezza. “Al momento si registra un certo grado di stabilità”, ha concluso, sottolineando che Bruxelles continua a monitorare la situazione insieme agli Stati membri.

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