La Francia ha vietato l’ingresso nel proprio territorio al ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, ampliando le misure restrittive già adottate contro membri dell’esecutivo di Benjamin Netanyahu. Dopo il precedente divieto imposto al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, Parigi colpisce ora un’altra figura di primo piano del governo israeliano.
Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, che ha motivato la decisione con una valutazione severa delle posizioni politiche di Smotrich. Secondo Barrot, il ministro “promuove attivamente l’annessione della Cisgiordania, rivendicandola apertamente”, sostiene la creazione di nuove colonie nei territori occupati e auspica la “ricolonizzazione di Gaza”. Inoltre, ha aggiunto, Smotrich incoraggerebbe politiche che potrebbero portare al “crollo economico dell’Autorità palestinese”, con conseguenze “nefaste” per la popolazione palestinese.
Il provvedimento non riguarda solo esponenti governativi. La Francia ha infatti esteso il divieto di ingresso anche a quattro leader di organizzazioni di coloni e a 21 coloni ritenuti responsabili di violenze in Cisgiordania. Una mossa che conferma l’orientamento sempre più critico di Parigi nei confronti delle attività dei coloni e delle politiche israeliane nei territori occupati.
La decisione si inserisce in un quadro europeo di crescente pressione diplomatica su Israele, in particolare sulle questioni legate agli insediamenti e alle violenze dei coloni, considerate un fattore di ulteriore destabilizzazione in un contesto già segnato da tensioni acute.