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Londra chiede alle aziende britanniche di lasciare le colonie israeliane in Cisgiordania

by MQMariateresa Quattrone
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Londra

Il governo britannico ha invitato le imprese del Regno Unito a interrompere qualsiasi attività economica negli insediamenti israeliani della Cisgiordania occupata, definendoli “illegali” secondo il diritto internazionale. L’annuncio è arrivato alla Camera dei Comuni dalla ministra degli Esteri Yvette Cooper, che ha illustrato un rafforzamento delle linee guida sui rischi aziendali per cittadini e società britanniche.

“Le nostre indicazioni devono essere chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali”, ha dichiarato Cooper, sottolineando che Londra considera tali operazioni incompatibili con gli obblighi internazionali del Regno Unito.

La ministra ha aggiunto che il governo britannico ritiene “inaccettabile” che gruppi di coloni violenti possano trarre profitto da terre “sottratte ai palestinesi”. Cooper ha inoltre criticato la risposta di Israele alle violenze dei coloni, affermando che le condanne ufficiali “suonano vuote” in assenza di misure concrete per perseguire i responsabili.

La presa di posizione di Londra si inserisce in un quadro europeo sempre più critico verso le attività economiche nelle colonie e verso l’aumento delle violenze dei coloni in Cisgiordania, considerate un fattore di ulteriore destabilizzazione in un contesto già segnato da tensioni crescenti.

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